domenica, 18 maggio 2008

premio10elode

E per la terza volta l'Antico Picco vince il premio Dieci e Lode. La colpevole stavolta è una nonna fashion che brama il mio corpo e vorrebbe che le organizzassi piacevoli intermezzi tra i suoi amplessi coniugali. Siccome in questo sport  io primeggio, per una volta mi defilo e ringrazio la mia bloggher con un bacio pudico ma sincero. Ritengo di meritare le tue attenzioni, ma non diciamolo a tuo marito... Naturalmente scherzo, mi fa piacere sapere che leggi con divertimento questo blog ma ho un consiglio. Fa che i tuoi nipotini non passino di qui, sono più diseducativo di una prima pagina di Libero. Baci grandissimi!

Il regolamento di questo gioco prevede tre nomination, eccole.

INTER CAMPIONE D'ITALIA: GODO

CAGLIARI SALVO DOPO UN MIRACOLO: GODO

VALENTINO VINCE ANCORA: GODO

DOMANI BERLUSCONI MUORE: STRAGODO


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domenica, 13 aprile 2008

Un uomo lo si capisce anche dall'intimo. Nel senso delle mutande intendo. E anche una donna.

Prendi Piero Angela. Grande cultura, nessuno lo mette in discussione ma quando mi parla dell'Antico Impero Romano e di Numa Pompilio gesticolando sulla poltrona black, non può mostrare orgoglioso il calzino bianco. Anzi, non lo può mostrare alle giovani donzelle perchè non reggerà più la banalissima frase:" E' un uomo che ha fascino". Che cazzo di fascino hanno i calzini bianchi? E' come se Cameron Diaz mi si presentasse più bella che mai e supervogliosa alla porta (Dio io credo ai miracoli) e mi dice: "PICCHU fuck me!" E mentre la spoglio mi si para davanti alla sua grazia un mutandone in cotone beige con gli ippopotami marroni. Sei fuori. Neanche se m'ingollo un mega cocktail di Viagra e Cialis insieme l'uccellino spicca il volo.

Il mutandone fa parte solo della divisa per l'Abbruttinamento Day. Quei giorni tipo la Domenica che non c'hai un cazzo da fare e la tua missione è renderti orribile consapevolmente. Non ti lavi, mangi merdate dolci e salate tutto il giorno, non esci e ti strafoghi di alcool urlando contro il cielo che è una vita di stenti e privazioni. Tutti nella vita fanno almeno un Abbruttinamento Day. Te ne stai col pigiama sgualcito sulla poltrona e diventi del colore di Homer Simpson sbattendoti la testa nel muro pensando a Rossella O'Hara e al "domani è un altro giorno".

Poi ritornando all'intimo maschile non parliamo di mutande.

Donne, due punti virgolette: "Come cazzo fate a trombarvi uno che vi serve il rosbeef dentro un paio di slippini bianchi?" Ma io penso anche al solo gesto di spogliare il proprio boy. Che se sfili un paio di slippini con le cuciture a zig zag ad un uomo, sembra di levare il pannolino ad un povero pargolo che si è cagato ed è da cambiare. E non regge la storia che sotto le mutande c'ha una bistecca tanta. Come i tipi al mare con il costumino celeste che offre al pubblico ludibrio il manichino antropomorfo che contiene. Li vedi tronfi camminare sul bagnasciuga e sono di 3 tipi.

1) I papà di famiglia di mezza età col pancione e mi stanno anche simpatici che loro non è che fanno i finti surfisti come me

2) I trentenni, trentacinquenni che forse hanno anche qualche buon centimetro da proporre alle golose ma con un fisico buono per il Betotal

3) I palestrati, abbronzati come i ragazzi from Senegal, col costumino bianco, unti come Monica Sweetheart prima di prenderlo nel culo e leggermente imbarazzanti per le misure ridotte vittime del concime chimico che gonfia muscoli e non vasi sanguigni.

Molto bene donne. Usate mutandine simpatiche anche con Topolino. Se siete in trasferta da battaglia perizoma minimali. Se siete cool e ve lo potete permettere andate di coulotte che mi fanno uscire fuori di testa. Ma per favore: donate al Pronto i mutandoni contenitivi e utilizzateli per spolverare e soprattutto mai mutanda nera su pantalone bianco e se la mutanda si dovesse spostare, per favore andate in bagno a sistemarvi perchè purtroppo ho l'occhio che cade sulle imperfezioni...

Tipo sulle mie. Che a me con gli slippini non mi vedrete mai neanche in punto di morte perchè io uso i boxer e ne so un tot. Il problema è che non garantisco sull'oggetto regalo all'interno.

Pazzo.

lunedì, 31 marzo 2008

Oggi pesce.

Mi alzo alle 7 e mi faccio due spaghetti aglio, olio e peperoncino. M'infilo un perizoma Intimissimi, una gonna a tubino, reggicalze nere e tacco 12. Mi passo il rossetto Dior più figo che ho e vado di eye liner che i miei occhioni vanno esaltati.

Esco di casa e prendo il bus. L'autista mi guarda basito, il controllore mi fa passare anche senza il biglietto ed un anziano ripugnante mi tocca il culo con la mano morta. Fantastico che le esperienze vanno fatte tutte. Scendo e vado in ufficio. Il mio capo superato l'attimo di smarrimento, si fa avanti rivelando la sua vera natura. Il finocchio che ha schifato la patata per tutta la vita, vorrebbe infilarmi la banana spaccando l'anguria. Io lo guardo, gli sorrido e sussurro dolcemente: "Fatti una pipa tesoro".

Vado al solito bar a prendere il solito cappuccino. Il barman dapprima non mi riconosce, poi dopo aver sentito la voce sviene, batte la testa e forse muore. Mi alzo la gonna e salgo sul bancone. Metto un cd di Madonna ed inizio a ballare come una pazza. Si scatena l'inferno e dagli uffici che contano arrivano a frotte. Mignottone e frocioni come se piovesse. Trans, lesbiche tutti accomunati da fatture fasulle e istinti repressi, si riversano all'interno del bar e scatenano danze che nemmeno a Ibiza a 40° sotto il sole si erano mai viste. Tutti si baciano e toccano al grido di: "Amore libero!!!" La musica assordante arriva fino agli appartamenti dei palazzi di fronte dove, cravattari precari di Forza Italia, espongono finalmente le loro inseparabili bandiere arcobaleno. Ai giovani imprenditori non gli sembra vero di poter dare un senso alla loro tessera della libertà. Le più troie, memori delle esilaranti gesta della Brambilla, si sfilano le autoreggenti e se le passano a ritmo sulla patata. Gli omoni divorziati tutto Sole 24 Ore, Patria e Famiglia, si sbottonano la camicia, si levano la cravatta e si fanno inculare da un nero che, entrato per vendere fazzoletti, se ne esce con moneta  frusciante da 1000 €.

E' il flash mob dell'anno e lo facciamo sull'Isola. Un unto del Signore, più unto che signore con la voce roca ed un piede nella fossa, approfitta del casino per fare scorte di pecorino romano. Un suo amico grassissimo flirta con una simpatica zingara con permesso di soggiorno che però gli da due di picche. Arriva anche l'eterno secondo e come sempre è in ritardo. Invita ad entrare due finanzieri, si piazza dietro ad un nano psicotico che cerca di richiamare l'attenzione saltellando e ripete tutto quello che quest'ultimo grida. Pappagallo.

Stappo bottiglie di Moet&Chandon e mi faccio spruzzare come Cicciolina da Rocco Siffredi. Il nano maledetto continua a rompere i coglioni all'ingresso, alza manifesti di protesta dicendo a quelli vicini che tutti i sondaggi lo danno presente e vincente. Urla che lui ha 10 punti di vantaggio e che da questa parte c'è il bene, dalla nostra il male. Continuamo a ballare e a fare l'amore mentre il nano maledetto è in preda ad una crisi di nervi neanche fosse Teresa del Grande Fratello e lancia l'insalata sui presenti. Ad un certo punto grida talmente forte che il locale si ammutolisce: "Compriamo il locale, siamo già tutti d'accordo, i grandi nomi della Finanza italiana e ci metto in mezzo anche i miei figli a seguire l'ambaradan". Leggermente stizzito abbasso il volume della musica, stacco la velina che armeggiava col mio gingillo sotto la gonna e mi faccio largo tra la folla direzione nano malefico. Appena gli sono vicino lo riempo di pappine tipo Benny Hill col vecchietto. Il nano cerca di divincolarsi mentre dalle tasche gli cadono le monetine che lanciammo a Craxy qualche anno fa e grida:" Voi non sapete amare, voi sapete solo odiare, io sono la Via e la Vita e quando sarò di nuovo al governo trasformerò l'Isola in Colonia Penale e..." Dal bagno impegnata a gestire soffoconi pesanti ad aitanti marocchini dall'alito speziato esce Angela La Rossa.

Imbarazzo.

Il nano non crede ai suoi occhi poi, dopo essersegli stropicciati, osserva meglio i facinorosi e riconosce gran parte dei suoi amici elettori impegnati a sfogarsi sessualmente.

Squilla il telefono ed è Walter:" Nano coraggio è tutta colpa di PICCHU il travestito che hai davanti. Io gliel'ho detto che occupare Villa Certosa per il party finale della mia campagna elettorale era  esagerato. Però complimenti. Ottimo gusto, tua moglie cucina benissimo e probabilmente la Toffanin due colpi se li fa dare"

lunedì, 10 marzo 2008

Arrivo fresco come il maestrale ma evito di attaccarmi al campanello ed aspetto che lei scenda.

Già il fatto che nella macchina si espanda Ipnotic Poison mi fa stare bene perchè quel profumo o si ama o si odia. E non a tutte sta bene addosso. Ipnotic Poison ha carattere e si fa riconoscere, lei si siede vicino a me e io sento la sua compagnia come la cosa più bella per me in quel momento.

"PICCHU ti porto io in un posto" Sei già nell'Olimpo delle mie passioni. Non è bello che una donna, talvolta, non aspetti che sia l'uomo a proporre ma invece organizzi lei stessa una sorpresa al ragazzo che la viene a prendere?

Siamo in un posto meraviglioso dove svetta orgogliosa la torre sul mare, mangiamo pasta ai ricci e beviamo vino bianco e ci raccontiamo di noi senza scendere in particolari che ora non ci interessano. Il viaggio prevede una seconda tappa e ci sporgiamo dal faraglione. C'è il sole ma il vento spira fortissimo.

Intanto l'Escariota brama nel Sinedrio. Ma io conosco le Scritture e anticipo il finale e quando starai penzolando sull'albero verrò a frugare nelle tue tasche per riprendermi i 30 denari. Ci comprerò da bere e brinderò alla tua ex salute. Ricorda: i cavalli si vedono alla fine della corsa.

Siamo felici e torniamo indietro. Nella macchina Bizzy Bone canta "A song for you", nessuna voce potrebbe allietare meglio di lui il nostro viaggio.

Mi stringe la mano e m'invita a salire. Non mi parla più. Sorride guardandomi negli occhi. Si siede sul bordo del letto e comincia a spogliarmi. Niente potrebbe mandarmi più in estasi di una donna che ti spoglia per prima senza proferire parola. Ha movimenti lenti e mani delicate. Ha labbra umide e respiro caldo sulla pelle. Si alza e mi spinge sul letto. Siede sopra di me vestita. Non vuole che la sfiori e si spoglia da sola. Le chiedo di masturbarsi e si da piacere mentre la guardo. E' accogliente, è profumata, è sexy e delicata è più bella di un nudo di Schiele. E io non posso più stare fermo perchè è la rappresentazione vivente che gli angeli esistono.

Consumiamo ore e candele e nel tuo letto caldo è già mattina. Mi alzo per farmi la doccia e hai ancora gli occhi chiusi ma so benissimo che sei sveglia. Poi apri il box e stai con me sotto l'acqua calda, mi accarezzi i capelli facendomi capire di inginocchiarmi. Vuoi che ti lecchi e ti baci e non resisti perchè inarchi la schiena, chiudi il rubinetto e senza asciugarci ci rituffiamo nel letto bagnando le lenzuola. "Sono le 14.00 è meglio che vada".

Mi rivesto e mi accompagni triste alla porta.

"Parto alle 20.55 mi porta mia sorella. Grazie per il tuo amore. Sei uomo, sei dolcezza e rispetto".

Giù per le scale anche PICCHU si commuove.

I remember.

domenica, 06 gennaio 2008

Prima o poi userò gli slippini al posto dei boxer e mi metterò le calze corte e bianche come il mio idolo Piero Angela.

Mi comprerò i mocassini marrone ed i jeans stretti stretti ai quali farò una bella rivolta alta 10 cm infilzata con una spilla da balia. Al bar ordinerò un sambuca e per essere più figo ci farò aggiungere anche il chicco di caffé. E se mi gira prenderò una birra 66 cl, perchè la sete non basta mai.

Passerò in edicola e comprerò LIBERO e, attratto dai titoli in prima pagina, chiederò alla simpatica edicolante anche IL GIORNALE e perchè no, PANORAMA. Ma la cultura non basta e poichè non lo trascuro mai la sera, non potrò fare a meno di comprare anche l'ultimo di Vespa che ne sa di brutto di politica e quando la mattina condannano dell'Utri in maniera definitiva, lui gioca col plastico di Cogne.

Prima o poi ascolterò Paolo Fox alla Radio o Katia di Ascanio che mi sono dimenticato di mandarle un sms in diretta per il bambino e oggi leggo che è già nato. Ascolterò anche Linus che non gnene sbatte un cazzo degli ospiti ma rimane sei minuti netti a parlare della sua bella casetta e della macchina nuova, passando per la sua fantastica famiglia e la maratona di New York. No, mi dispiace, basta con Tutto Esaurito, i Friends o lo Zoo che io sono un tipo serio e certe cose non le ascolto più.

Poi caricherò un CD di Paola e Chiara nel mio mega impianto e canterò le loro canzoni battendo a tempo con la mano sulla cappotta della macchina e mi girerò a guardare tutte le ragazze e su quella strafiga non abbasso lo sguardo neanche morto perchè c'ho le sopracciglia talmente fatte bene dalla mia estetista che con questi occhi e chi mi molla più.

Passerò dal tabaccaio e basta Marlboro che devo smettere di fumare, MS, Benson o al massimo Camel Light, il cammello fa troppo figo, poi vabbe una Marlborina da 10 me la prendo per il sabato sera che se no pensano che fumo MS, o Benson o Camel.

Prima o poi faccio il testimone di Geova perchè la Bibbia va spiegata bene e nel tempo libero mi dedicherò al body building seriamente. Il mio amico mi ha detto che se all'attività fisica ci aggiungo anche un bel frullato di uovo, banana e creatina i muscoli mi crescono bene e le tipe come fanno a non notarti quando in palestra sei tutto sudato e c'hai un pacco da paura e l'occhio si sa, vuole la sua parte...

E poi le tipe in palestra vanno per allenarsi anche loro perchè al fisico ci tengono e se  passano davanti allo specchio quello grande 100 dei 120 minuti che trascorrono in palestra non è per mostrare il culo ai ragazzi dietro sulle panche o la tuta con le scarpe ultima serie e il trucco che non si scioglie alle sfigate che stanno a fianco - no - è per capire se stanno facendo bene gli esercizi.

Il venerdi sera poi caccia alle fighe. Aperitivino e cena nel locale giusto, quello dove le ragazze hanno tutte e dico tutte le Hogan ai piedi e tutte dico tutte il Burberry e tutte dico tutte fumano con la sigaretta tenuta in punta di dita e dove tutte e dico tutte, hanno la Mini o la Smart o la Mercedes e quando c'è da pagare o vanno in bagno, o dividono il conto fino alla morte che se non le mollano i 10 centesimi, sei solo uno sfigato.

Prima o poi mi metterò con una ragazzina di 20 anni perchè a me piacciono fresche.

E non è mica perchè ho 30 anni e le mie coetanee non mi cagano neanche di striscio e non credono a tutte le cazzate che sparo perchè io sono un giovane imprenditore e sono sempre stressato con le banche e il telefono che non smette mai di squillare. Io non mi posso impegnare seriamente, è questo il motivo perchè non mi metto con una trent'enne, mica perchè con le ragazzine me la cavo facilmente mollandole ogni tanto un "cinquantino" così vanno a comprarsi una borsetta nuova e sono contente e con le amiche parlano di me: "Il mio uomo è sempre molto impegnato, poverino, sta lavorando molto ad alcuni progetti e il suo business sta crescendo e quindi questo sabato poverino era troppo stanco per uscire e l'ho messo a letto il mio cucciolo".

E poi il giovane imprenditore te lo ritrovi in una camera d'hotel, dove tiene (poverino) tranquillamente il telefono staccato forse perchè si sta scopando un'altra 20enne ucraina conosciuta in chat e lui le ha fatto qualche favore tipo mandarle un pò di soldini per pagare almeno un paio di rate d'affitto perchè mantenersi da sole in città è difficile se sei studentessa fuori sede...

Prima o poi quindi divento anch'io giovane imprenditore perchè tutti abbiamo una missione nella vita e noi giovani imprenditori diamo lavoro (anche se ogni tanto paghiamo in ritardo, in nero e con stipendi da ex Unione Sovietica ma bisogna sentirsi una famiglia nell'Azienda e tutti lavoriamo per lo stesso obiettivo...) e poi non possiamo impegnarci seriamente con donne della nostra età, noi  non vogliamo farle soffrire.

Prima o poi mi metterò il golfino sulle spalle sopra il giubbottino perchè fa freschetto e stresserò il senegalese ambulante d'estate sulla spiaggia perchè mi venda il Panerai a 30 €, così non rischio che l'originale me lo rubino... Andrò in vacanza in Sardegna, in Costa, e la sera da Lele o Flavio, ho preso il tavolo, ho un amico che fa il buttafuori e 20 € ce li hai che dividiamo la benzina?

Prima o poi farò tutto questo e molto altro.

Prima o poi, quando impazzirò.

 

domenica, 30 dicembre 2007

Non potevo esimermi dallo scrivere dal 7 (ELEVEN), ovvero da un "coffee for real" (il loro motto), fosse solo per quel 7 a me tanto caro e ormai prossimo al tattuaggio.

Quindi in diretta da GÖTGATAN (un enorme Corso Buenos Aires di Milano per intenderci o ancora un' enormissimissima V.Alghero di Cagliari), due righe veloci approfittando di una bella postazione internet a pochi SEK e di un bel STOR LATTE CALDO.

Oggi solo Street Life.

E' bellissimo camminare per le strade delle grandi citta'. Le grandi citta' amplificano la mia creativita' e mi fanno sentire cittadino del mondo. Oggi mentre sentivo le persone accanto parlare in tutte le lingue del mondo e vedevo i loro tratti somatici cosi' diversi, dentro me cresceva la voglia di ritornare in una grande citta' metropolitana. So che puo' essere l'emozione del momento dettata dalla vacanza, ma noi siamo stati creati da Dio per incrociarci, conoscerci, condividere le esperienze piu' diverse ed apprendere uno dall'altro. Come posso crescere culturalmente e sentirmi parte di questo pianeta se sto solo con le persone che sono come me?

Certo la vita ti porta a fare delle scelte che spesso non sono quelle che avevi preventivato o che avevi desiderato. Una soluzione c'e', e' vero, viaggiare e' la soluzione.

Se io non posso vivere a New York, Tokyo, Stoccolma, Londra o Parigi per esempio, ci posso sempre andare. Spesso spendiamo i nostri soldi (ahime sempre "troppo pochi") per stronzate inutili quando invece potremo investirli (scrivero' una banalita' lo so), in un viaggio che ci riempe di nuove idee e nuove conoscenze.

E' incredibile pensare che davanti a me sta passando un mondo fatto di persone sconosciute e che invece dentro questo PC ci sono le persone che fanno il mio di mondo e anche voi che mi leggete e di cui non conosco ne volti e storie, ne fate pienamente parte.

Da GÖTGATAN passo e chiudo.

Bye!


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domenica, 02 dicembre 2007

Oggi ho fatto l'albero di Natale e un piccolo presepe. Quest'anno una settimana prima del solito, generalmente infatti era l'8 Dicembre la data ufficiale per iniziare il Natale.

L'albero mi piace, è sui toni dell'arancio, del marrone e dell'oro. Le luci - tante - sono bianche e arancio.

Sentivo l'esigenza di cominciare prima il Natale perchè a questa festa sono particolarmente legato.

Certo, il mio albero è di plastica, ecologico direi, ma niente a che vedere con quello che facevamo a casa di mamma e papà quando ero bambino.

Solo ricordare mi emoziona. Papà comprava il pino (si, un pino) vero e grande. Qualche giorno prima con mamma andavano in montagna e cercavano il muschio. Riempivano tre, quattro buste di muschio che emanava un profumo che è come se lo risentissi ora.

Papà portava dal lavoro due pallet che ci servivano come base per la creazione del presepe. E si iniziava un lavoro di tutta una sera. Per anni il direttore lavori era S., comunque partecipavamo tutti: mia mamma indicava dove mettere i divani.

L'albero si piazzava dentro un bidone usato di vernice, si riempiva con terra e ghiaia. Le palline erano sempre le stesse. Erano quelle dei miei genitori, alcune avevano anche vent'anni. Ogni Natale però si aggiungeva qualcosa, non solo palline, ma anche e soprattutto filanti e le luci che non bastavano mai e che si fulminavano puntualmente appena inserivi la spina nella presa.

Nel salotto un profumo di pino incredibile, di resina, di terra umida.

Poi dopo aver preparato l'albero, facendo attenzione che la disposizione degli addobbi fosse armonica, si iniziava il presepe.

Vero fiore all'occhiello della famiglia F. Tutti ci facevano i complimenti e amici e compagni di scuola ne rimanevano meravigliati. Con la fantasia si creavano montagne, deserti e la Capanna così come i personaggi erano sempre gli stessi. Anche loro avevano almeno vent'anni e il  fascino era proprio questo. La mia statuina preferita era l'uomo nero che, mano sulla fronte, cercava di scorgere da lontano. Il suo gesto, naturale, lo faceva posizionare senza indugio al bordo estremo del presepe, su una montagnetta di sabbia creata apposta per lui.

Il tutto veniva circondato da almeno 100 luci ad intermittenza e l'attesa era tutta per loro quando, finiti i preparativi - col buio fuori - si spegneva la luce del lampadario e si accendevano le lucine colorate.

Un tuffo al cuore.

Il presepe era immnenso e anche l'albero occupava molto spazio.

Io e mio fratello che dormivamo in salotto non vedevamo l'ora di andare a letto per osservare i personaggi e sentire il ticchettio delle lucine che si accendevano e spegnevano. Chissà quanti discorsi abbiamo fatto guardando quello spettacolo. E la curiosità alla quale non resistevamo quando, con i regali tutti intorno al presepe, cercavamo senza farci accorgere di staccare delicatamente un pò dello scotch che chiudeva i nostri pacchi per sbirciare cosa ci avessero regalato...

E' come se lo vivessi ora. Lo sento quel profumo di pino e di muschio, sento le voci di mio padre provenire dalla cucina e rivedo me stesso fisso davanti alle luci fantasticando su quel paesaggio.

Ora c'è il mio albero di plastica, ecologico direi, moderno, minimale e la mia capannina piccola.

A casa dei miei però la tradizione non si è interrotta perchè mia sorellina C. continua a preparare l'albero vero e il presepe sempre più grande.

Forse il tutto è diventato un pò più moderno. Lei sceglie un colore dominante e nel presepe ci sono nuovi personaggi.

Oggi ho fatto l'albero una settimana prima rispetto al solito perchè desideravo rivivere quelle emozioni di bambino.

Ora ho un pò di malinconia addosso e non riesco a farmela passare.


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domenica, 25 novembre 2007

La Domenica è il giorno più brutto della settimana.

Forse è più brutto il Lunedi, ma sul Lunedi ci sarebbe da aprire un altro post che mi riprometto di scrivere.

La Domenica è un giorno morto e se il tuo cervello non è particolarmente attivo, si finisce con una bella linea piatta che inizia la mattina e ti porta direttamente al giorno dopo.

ON/OFF? OFF.

La Domenica bisognerebbe essere impegnatissimi, oberati dal lavoro o dalla mondanità.

Se tutto questo manca capita - spessissimo - che si finisce a pensare.

La Domenica è un giorno fatto per pensare. Il fatto è che non mi riferisco a quei pensieri sui quali cerchiamo delle soluzioni o quei pensieri che ci vengono in mente di tanto in tanto perchè ci preme che una data cosa si realizzi o che so io.

I pensieri domenicali sono quelli che ti assalgono e - almeno per me - sono i pensieri pesanti, angosciosi.

Sono quei pensieri che non vorresti fare e che invece prepotentemente bussano alla materia grigia e la colorano di nero.

La Domenica è il giorno più brutto della settimana.

Forse è più brutto del Lunedi.


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