Stranamente mi avvicino ai 31.
E' una sensazione particolare soprattutto perchè ho ancora 5 giorni per abbandonare definitivamente questo mondo e festeggiare il compleanno chiuso in un sarcofago.
Sono innumerevoli le occasioni per morire, che ne so, potrei disintegrarmi con la macchina contro Jovanotti oppure scivolare nella doccia e inghiottire 250 ml di shampoo e balsamo Pantene. Glu glu glu: morto.
Se proprio dovessi decidere come morire preferirei farlo nel sonno.
E' la mattina del 30 Maggio, il telefono sul comodino squilla a ripetizione, sicuramente sono i miei e altri che fanno a gara per farmi gli auguri. Non rispondo. Le finestre sono chiuse e uno strano profumo di spirito santo fuoriesce dalle fessure delle porte penetrando le narici dei vicini di casa.
Incuriosito il signor Mario si alza con la minchia da fuori per capire da dove provenga questo odore di fresie.
Con una mano sui coglioni, nella tipica posizione del maschio italiano al risveglio, sbadigliando, fa un giro veloce della casa. Il gatto raschia con le zampine la porta finestra perchè vuole entrare a mangiare.
Al piano di sotto Giulia e Simone hanno appena finito di fare l'amore.
Lei ha ancora la bocca impastata e sorride, lui beve l'acqua dalla bottiglia. Giulia, passandosi due dita sul labbro inferiore per asciugare un rigolo che scivola lento, si rivolge al compagno: "Lo senti anche tu?" Simone, sopraffatto dal testosterone e tronfio come i suoi vasi sanguigni che allentano la presa, si convince che l'aria sia intrisa del sesso appena consumato e che in ogni caso il suo sia uno sperma decisamente intrigante.
Il feretro intanto giace sulle lenzuola nere, il mio spirito lo guarda beffardo seduto sull'angolo del letto mentre una luce fortissima acceca i pesci nell'acquario e crea riflessi abbaglianti che rimbalzano sulle finestre e si proiettano sulla strada.
La mia essenza, in procinto di trapassare a miglior vita sulle alture di
MachuPicchu, si alza per sporgersi dalla finestra. Nella via si scatena il finimondo.
Ponzio Pilato entra al supermarket per comprare il sapone per le mani, i nemici scappano per i vicoli terrorizzati, le pie donne si battono il petto sgranando il rosario e pregando e
i miei soci pestano a sangue Bertolaso che vorrebbe approssimarsi per capire cosa succede.
Mario, indossati calzoncini blu scuro, la canottiera bianca e gli zoccoli di legno, si avvicina al pianerottolo di casa inondato di luce divina. Con difficoltà prova a forzare la serratura, prende a spallate la porta ma non riesce ad aprirla. Arrivano rinforzi. In quattro, dandosi il tempo, si scagliano coordinati sull'infisso che sembra non cedere, feriti, con le arcate sopraccigliari spaccate, sanguinanti, coperti di piaghe, fanno un ultimo sforzo riuscendo finalmente ad aprire la porta.
Uno stormo di gabbiani va incontro ai nostri eroi e il pianoforte comincia a suonare una melodia nuova, eterna, angelica.
Mario si avvicina al letto e scopre il mio corpo senza vita: un'incredibile sensazione di pace pervade la sua anima. Dalla strada parte spontanea una processione e in migliaia salgono in ginocchio la scala per rendere onore alla salma e chiedere una grazia.
E' il compleanno del pastore ma lui non c'è.
Alcune ore dopo.
I discepoli riuniti intorno al tavolo si sentivano sviliti a abbattuti ma avevano dimenticato le Sacre Scritture:
"Così sta scritto che il Re degli Stenti e delle Privazioni avrebbe sofferto e sarebbe risuscitato. Voi siete i testimoni di queste cose, Voi siate i pastori delle mie pecore."
PICCHU e I'Ichnusa brindano con tutti gli amici del blog questo sabato.
Fiero di chi sparge il verbo con i link, i pvt, i feed e i centinaia di commenti.
Grazie!
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