E' quasi primavera: le rondini cagano all'impazzata sulle capotte delle macchine mentre ciuppo i Pavesini nel Campari sul balcone soleggiato alle 9 di mattina e osservo felice le giovani donne che passeggiano mezzo nude per la strada.
Riposti nel sarcofago cappotti, sciarpe chilometriche e maglioni a collo alto, le signore vestono gonne corte e magliettine leggere.
La primavera è il momento magico delle donne.
Si potrebbe obiettare che sia l'estate la stagione femminile per eccellenza ma per quanto mi riguarda l'estate è la fiera dell'orrido.
Il mare è un assurdo pretesto per spaparazzare sull'arenile ogni
manifestazione del brutto e qualche culo sodo non sopperisce ad una vegetazione fatta di peli incarniti, smagliature burrose e cellule morte.
In primavera vale il vedo e non vedo e si viaggia con l'immaginazione.
La dolce biondina del piano di sotto sale sulla sua macchinina sollevandosi leggermente la gonna, splendono le sue gambe lisce e i piedini affusolati, mi fa ciao ciao con la manina sussurrando il saluto mentre le fisso ammaliato le labbra lucide. Adorabile.
E' sabato mattina e si fa un giro in centro. Le mie
adorate commesse vestono in jeans e plateau colorate, truccate profumano di fresie. La strada diventa la savana per animali in calore, uomini e donne si fissano maliziosi alla ricerca dell'accoppiamento.
Io non vedo altro. In primavera cancello il genere maschile.
Mani in tasca vago per la città a meravigliarmi della bellezza della patata. Puntualmente mi domando dove fossero tutti questi esemplari di femmina qualche settimana fa.
I capelli sciolti, le prime abbronzature, i seni nudi sotto le t shirt fanno il resto e nell'aria volano allergie e ormoni.
Mi pare che le ragazze siano meno complicate in primavera e come gli uomini trascorrono metà del loro tempo barzotti a fissarle, anche le femminucce gocciolano di voglia.
Alzi la mano chi non sente in questo momento il profumo dell'amore.
Aaahhh che bella la primavera.
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