Amici miei se andate in spiaggia con una donna portatevi la cremina solare e soprattutto una incommensurabile pazienza.
Per la donna sdraiarsi sotto il sole è come per gli Incas pregare Inti. Roba sacra intendo, un rito che si ripete sempre uguale e che le dolci signore non sono disposte a modificare quindi se volete che la giornata passi serena sfoderate la preziosa capacità cristiana del perdono.
Perchè le donne al mare diventano acide. Hai presente cosa succede ad un vasetto di Yomo sotto il sole a 40 gradi? La dolcissima arriva in spiaggia felice come una Pasqua, osserva il mare, è romantica, ampi respiri al profumo di iodio emanano amore per la natura ed il genere umano. Le infradito colorate sollevano la sabbia e lei inizia a scrutare l'arenile per capire dove sistemarsi. Attenzione. Lasciate che sia lei a decidere dove stendere il telo, non intromettetevi. La sua scelta non è casuale, pondera la direzione del vento, il movimento del sole, i bambini bastardi che rompono i coglioni. State certi poi che col passare delle ore si alzerà almeno 10 volte per cambiare posizione perchè la ragazza al vostro fianco è in realtà un Girasole.
Steso il telo da mare, inizia il rituale delle creme solari. Una bug enorme trasporta un'armamentario che Sephora le fa una pippa. Creme di tutti i tipi, abbronzanti, idratanti, emolienti. Generalmente la donna sta in silenzio mentre spalma. Gran parte della loro attenzione va alle gambe ma se fino ad ora non vi ha ancora cagato, state certi che tra un minuto vi chiederà di spalmarle la crema sulla schiena. Fratelli, so che preferite maneggiare altre cremine e che a 40 gradi in ginocchio non è il massimo della vita, ma cercate di essere delicati e precisi, fate in modo che la pelle assorba bene la protezione, la vostra donna vive per questo. Terminato l'ambaradan si risolleverà per sistemare l'asciugamano e dopo avervi dato un bacino veloce si siederà a slacciare il reggiseno affinchè non lasci i segni dell'abbronzatura. Voi la guarderete come dei macachi, solo allora vi domanderà:" Vuoi che ti spalmi un pò di crema?" Sbuffacchiando rifarà il nodo al reggiseno e con le mani tipo cazzuole andrà di protezione alla cazzo di cane.
Ma voi siete armati di pazienza e sapete perdonare quindi ringraziate gentili e stendete vicino il vostro telo. Questo è un altro momento topico, delicatissimo. Avete sollevato un pò di sabbia che guarda caso è andata a finire sull'asciugamano di Girasole. Sono cazzi vostri. L'acidina vi dirà col sorriso di stare attenti perchè l'aveva appena sbattuto e stranamente vi aiuterà a stendere il vostro per fare in modo che lo facciate bene. Poi sedendosi si slaccerà finalmente il reggiseno e sprofonderà in un silenzio mortale dandovi la schiena.
Da Girasole si è trasformata in Lucertola ed è capace di stare al sole ore e ore senza che niente e nessuno la turbi. Avete un rompimento di marroni che nemmeno la Gazzetta può alleviare e poi, diciamocela tutta, che cazzo guardate al mare? Davanti a voi un carnaio che nemmeno Dante nell'Inferno avrebbe immaginato così. Figone ce ne sono, è vero, ma non è che potete mettervi li a fissarle le poppe. Che fa strano pure. Me lo sono sempre chiesto. Nella vita di tutti i giorni ci arrabattiamo come stuntman per vedere le tette della collega quando si piega, poi al mare invece bisogna fare finta di niente perchè al mare "è concesso che le donne stiano in topless e gli uomini non debbano abbassare lo sguardo se ci chiedono una sigaretta".
La Lucertolina nel frattempo continuerà a spruzzarsi con il vaporizzatore, ogni tanto andrà a bagnarsi le mani e la testa e forse vi chiederà di fare il bagno. Anche qui; non schizzatela perchè vi risponderà acida come la varecchina, non abbracciatela troppo perchè vi dirà che ha caldo, lasciate che si esprima da sola. Forse qualche toccatina ve la fate pure, ma lei ha fretta di ritornare al sole, per lei il bagno è una pausa per rinfrescarsi non una camporella marina da consumare sotto l'acqua lontano da occhi indiscreti. Vi dirà io torno in spiaggia e voi invece resterete ancora li con i piedi ben piantati sul fondale e a braccia conserte a svisare quello che succede intorno. Tutto rientra nella norma. Canotti di adolescenti rincoglioniti, due pedalò che rientrano, un windsurf in lontanza, qualche sirenetta che se la tira neanche l'avesse solo lei sotto sale. Voi la seguite con lo sguardo e già sapete come andrà a finire. Neanche un sorriso e sfila aggiustandosi le mutandine verso il proprio boy che guarda caso è un pupazzo palestrato col costumino slip unto come una padella con un cartello piantato sulla fronte che recita "GUARDATE QUANTO SONO FIGO".
Decidete allora di ritornare anche voi da Lucertolina che vi osserva da lontano. Si alza e mentre vi asciugate vi sussurra qualcosa all'orecchio che ascoltate con attenzione ed emozione.
Sarà pure una Lucertolina ma ringraziate Dio che il sole le dia alla testa.
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