venerdì, 26 giugno 2009
Stamattina mi sveglio disturbato da strani rumori.
Convinto che nessuna strappona mi stesse facendo un chinotto, quindi depresso per l'ennesima conferma che la mia puntuale esagerata erezione mattutina sarebbe andata sprecata, sollevo la testa dal cuscino per capire l'andazzo. Pochi secondi e scorgo Jack il Castoro fare moonwalking sul comò.
Accendo la TV e vedo orde di bambini felici che a Los Angeles ballano Thriller per le strade.
Su SkyTg24, la signorina che mi fa ogni volta arrapare, annuncia che in California è stata proclamata Festa Nazionale dell'Infanzia.
Metto sul Televideo e scopro che è morto Michael Jackson e tutto mi è più chiaro quasi come la sua pelle.
Il cinquantenne che amava fare le capriole sul lettone con tutti i bambini racattati nel suo parco giochi è schiattato questa notte.
La notizia della sua morte, se da un lato mette di buon umore caterve di Preti Americani, dall'altra getta nello sconforto la ricerca scientifica. Jacko non potrà più sottoporsi a nessun intervento cutaneo e allo stato delle cose il colore della sua pelle non aveva ancora ricevuto l'ok di Maroni per il nuovo piano sulla gestione dell'immigrazione clandestina. Il verdissimo Ministro dell'Interno infatti aveva stretto una joint venture col famoso cantante Pop americano che riceveva del denaro italiano per sottoporsi come cavia alla cancellazione definitiva di ogni traccia di colore nero dalla sua persona. E dalla faccia della terra.
Concluso l'illuminante protocollo di ricerca, la Lega avrebbe applicato la cura sperimentata a tutti gli sporchi negri d'Italia con regolare permesso di soggiorno che sarebbero diventati dei simpatici ometti bianchi combattendo così l'annoso problema del razzismo dilagante nel BelPaese, contribuendo col voto a far diventare La Lega il primo partito Italiano e rilanciando l'impellente ricerca della razza pura.
Decine di stelle della musica e non solo si sono dichiarate sconvolte. Angelina Jolie e Madonna già fanno a gara per adottare i 3 figli della star, Cher si è fiondata in ospedale a corrompere il chirurgo per farsi regalare un pezzo di faccia da utilizzare all'occorrenza e Al Bano si è introdotto furtivamente nella studio dell'artista per grattare i testi delle nuove canzoni anticipando Caterina Caselli che già aveva in mente di far cantare le hit del povero Michael ai Gazosa col featuring di Gerardina Trovato.
Tutto il mondo piange il Re del Pop tranne Carlo Conti (ovviamente) e il nostro Premier. Quest'ultimo, da esteta e mecenate qual è, ha immediatamente deciso di acquistare quello che fu il "buen ritiro" di Jacko svenduto per debiti anni fa. Berlusconi infatti rilancerà Neverland riportandolo agli antichi splendori e ripopolandolo con tutte le minorenni conosciute in questi anni.

Oggi è una giornata triste per l'interà umanità anche se il tenero Vincenzo Mollica potrà continuare a sparare cazzate ancora per qualche mese.

Do Re Ciak Gulp.
domenica, 21 giugno 2009
Anche figa ad Hammamet.
La storia narra che tra i cammelli signorotti italiani spendevano milioni di lire per puttane e garofani. Una festa continua tra la polvere del deserto, spesso vestiti di bianco, sollazzavano il cazzo ciuppandolo in vagine effervescenti di Cristal.
Se tendo l'orecchio verso la Tunisia riascolto persino le voci. Talvolta, verso le 3 della mattina, mi affaccio al balcone per godere di quelle musiche e avverto gli stridolini di giubilo che provengono dall'Africa: addirittura mi pare di riconoscere tuareg con l'accento milanese.
Che bello.
Da grande avrei voluto vivere un'esperienza ad Hammamet. Cioè oggi avrei voluto avere più di 47 anni ed essere stato a quelle feste. Sarei diventato un ottimo pierre, avrei capito di più della vita e - probabilmente - avrei desiderato replicare quei fantastici momenti in una villa in Sardegna.
Che noi, cioè dico quelli come me, mica siamo moralisti. Però cazzo se vuoi scopare non è meglio farlo dentro una villa sul mare piuttosto che abbordando mezze donne su una strada di merda? Confusi devono risolvere prima il rebus esistenziale per capire a quale buco affidarsi.
Questi cazzo di comunisti non si smentiscono. Sono come quelli che pur amando la mortadella non la mangerebbero mai in pubblico, ma si farebbero riprendere dalle telecamere solo col caviale su una tartina pur pagando fior di quattrini per farsi un pesce crudo in mano.
Loro no. Organizzano feste per operai e s'ingozzano fino allo stremo con salsiccia unta, tracannando vino di proprietà, cantando in coro le canzoni partigiane e sparando ai nemici nascosti dietro i fusti della birra dopo averli spaventati con rutti alla cipolla.
Ma questa vita è un'altra cosa e mi tocca leccare un rospo.
Ho provato a chiamare l'amico di Patrizia, il nipote preferito dello Zio, ma le sue idee indipendenti erano tra la polvere e non avevo voglia di aspettare che se la rifilasse tutta su per il naso per venirmi incontro.
Sono uscito la notte tarda convinto che l'aria fresca mi aiutasse a trovare l'ispirazione per svoltare ma dagli appartamenti venivano fuori solo i pianti dei bambini mentre le mamme guardavano Marco Carta da Maria de Filippi e i papà si esaltavano col nuovo digitale terrestre e la Glamour Card a 20 euro.
Dai locali rumori di bottiglie vuote e alle finestre le teste penzolanti di astanti che vomitavano verde mentre sui divanetti ci si scambiava masturbazione e bamba. Vado verso la fermata del taxy e vengo stoppato dalle camice verdi mano nella mano con quelle nere che al grido di "W il Duce e Bossi" mi chiedono da quale paese provenga (ovviamente tutto in dialetto intercalato da pota pota al Tavernello).

"Ci faccia vedere i documenti sporco negro"
"In verità sono abbronzato"
"Anche Obama è abbronzato, quindi lei è uno sporco negro e deve tornare al suo paese!"
"Io sono Sardo"
"Quindi è africano!"
"Ascu' bellixeddu chi non mi lassasa allestru is scallonis in paxi t'indi segu un'origa e tzerriu Grazianeddu Mesina che in tres minutos t'indighettara in mesu ais procus"

La ronda scappa a gambe levate e mi rattristo perchè in fondo siamo tutti uguali: io loro e le raccomandazioni.
L'Italia è la prova vivente che il crimine paga se anche il presidente va in giro con la bandana sto sereno tutta la vita.
Quindi torno a casa e mi ammazzo di pippette, mentre sul taxy che non ho preso perchè senza una lira, 4 puttane di lusso si sventolavano con i biglietti aerei per una Graziosa festa in Villa.

Passata la notte organizzerò il mio piano. Becco due clandestini, affitto la loro barchetta, giro la ruota come su Lost e mi faccio trasportare nel 1994 ad Hammamet.



sabato, 13 giugno 2009
Devo smetterla di uscire la notte perchè se voglio ritornare a casa tutto d'un pezzo è meglio che non beva.
Certe volte però vorrei morire ed esserne conscio. Cioè ho l'intestino crasso attorcigliato su un guard-rail, un occhio che mira verso la Mecca, la mano sinistra che fa il ghigno a bordo strada ma il cervello spalmato come Spuntì al Km 47 recepisce che si sta avvicinando un medico legale.
Che brutta storia fare il medico legale. Una vita di seghe sui libri di anatomia per ricomporre alle 7.47 della mattina una parvenza di corpo che sembra di giocare a Tetris. L'altro occhio, leggermente vitreo, osserva la scena di questo sessantenne strafatto di Vix intento a raccogliere i resti per la differenziata. Stila un reportino che consegnerà ai carabinieri i quali si metteranno subito alla ricerca della bocca necessaria per l'esame del palloncino.
Sapessero che non ho bevuto un cazzo convinto che sarei rientrato sano e salvo.
Trovata la bocca non sanno come recuperare il respiro. Arriva la giornalista de L'Unione Sarda che li strappa dalle mani la cavità orale e ci molla dentro un rutto all'acquavite che segna +6.50. Ovviamente titolo a caratteri cubitali e l'alcol che provoca la solita strage del sabato sera. Invece io ero pulito come il culo di una suora e trascorrevo la serata a monitorare l'andamento del locale.
Se vai in giro la notte puoi assistere ad una tipica storia italiana.
Il signor notaio è un massone ma anche un convinto ecologista. Quando vai per sbrigare alcune pratiche e firmi un bell'assegno di quelli grossi, lui risparmia sempre sulla carta della fattura perchè, come mostra il servizio di National Geographic sulla sua scrivania di baobab, la Foresta Amazzonica rischia l'estinzione a causa del disboscamento selvaggio dei professionisti che devono rilasciare fatture e scontrini.
Quindi felice ti incidi una vena, intingi nel sangue il pennino e gli regali la fornitura estiva di gasolio per la barca. Il notaio ritira congedandoti velocemente perchè ha un bisognino da fare e va di bolina in bagno a pulirsi il culo con la tua fattura.
La mamma della zoccola, la moglie del notaio, nel frattempo è in cucina a preparare la pecora.
Annoiata e depressa ciuppa un cazzo di gomma nel Lexotan mentre scopre il potere terapeutico di sgrillettarsi alla webcam per un professionista leghista del nord est.
Mentre il marito è a bagascie post comuniste in un night della riviera, lei viene invitata dal giovane imprenditore in una villa dove la prostituzione ha fatto passi da gigante e si chiama scambismo. La coppia fa conoscenza davanti ad un aperitivo, lei è bagnata come lo Spritz, lui è patetico come il suo cazzo. Dopo una cena e qualche effusione da conati di vomito sulla BMW del cornuto, si dirigono mascherati verso il cancello:
"Codice prego?"
"100% tardone"
"Potete entrare"
Contrariata chiede se tardona fosse riferito a lei,  lui le palpa il culo flacido sussurrandole "Macchè maialina".
La notte è più giovane della troia e i nostri goderecci amici si conosceranno approfonditamente solo all'uscita del locale dopo che lui ha scambiato la sua signora per 4 polacche e dopo che lei è stata presa in consegna da 4 grossi pacchi.
Raccolti i soldi lasciati da papi sul tavolino dell'ingresso la nostra fanciulla si dirige a cena.
Sceglie un giapponese perchè ambisce al pesce crudo ma appena glielo servono fa la schizzinosa.
Dopo mangiato via nel locale sotto le stelle, la musica è bella ed è stracolmo di arrapati.
Io sono li in disparte che osservo il mondo dal fondo del mio bicchiere e la zoccola comincia a girare la fiction. Si guarda intorno e vorrebbe che tutti la fissassero, afferra il blackberry immedesimandosi in una manager sempre online. Poi si tocca i capelli e ordina un'acqua tonica, ridacchia svampita leggendo un sms mai ricevuto. Litiga col pincher (che è a casa) tramite mms, manda a fare in culo la madre che è tornata senza mutande, graffia la macchina del padre parcheggiandola nel box con la sola forza del pensiero, scrive con Apicella nel giardino di Villa Certosa quella che sarà la hit dell'estate 2009 col featuring di Berlusconi. Prepara la valigia per la convention a Silicon Valley, stringe la mano a Steve Jobs, inventa un nuovo social network, parla parla parla e non si ferma mai, si alza, si siede, fa un gestaccio e manda affanculo Britney Spears che l'ha sorpassata a destra, fuma la cannuccia e fa un tuffo nel Gange.

Ad un certo punto si rattrista. Prende il cellulare e arriva il pusher con la barella.

Zompetta in bagno e la rivedo 5 minuti dopo che parla con Maometto cavalcando un cammello.
giovedì, 11 giugno 2009
(...) Non un esperto di software ma un luminare dei soffoconi.

Uno che non frequenta salotti radical chic ma che è fondatore dei Radical Kitch.



Le tue idee sono indipendenti le mie senza precedenti.


                                          la sua ragazza si toccaccia e grida il mio nome quando si fa il ragazzo.


            (...) ha capito che la tela deve lacrimare sangue come la Madonnina a Civitavecchia.

Amo questo posto e lo rappresento in ogni posto, con ogni gesto.

Page47


mercoledì, 03 giugno 2009
Evitate dunque di cercare i link a youporn, in questo post non ce ne sono.
Sono diventato furbissimo dal momento che i server dei vostri uffici bloccano quei siti, come il mio, che incitano all'immoralità e si sa: "Se la vostra mano vi è di scandalo, mozzatela".
Non vorrei essere causa di giovani individui che se ne vanno in giro monchi: se vedete un allegro signorotto o una giovane biondina a spasso senza una mano beh, la colpa è la mia.
Sgrillettarsi in ufficio non va bene perchè da un momento all'altro potrebbe arrivare un tritacoglioni che vi chiede una fotocopia. Se vi siete appena masturbate in ufficio, a meno che voi non siate delle frigide da paura, avete la mano inzuppata come i Pavesini nell'alchermes.
Quelli della Fonzies ci sono arrivati per primi: "Se non ti lecchi le dita godi solo a metà" anche se il giochino funziona meglio se le vostre ditine smaltate intrise di marmellata le porgete al collega figo.
Potete in definitiva cogliere in flagrante una collega che si è appena masturbata se nella sua scrivania non c'è un pacchetto di Fonzies accartocciato mentre il suo capo le sta leccando le dita.
Ad ogni modo ci sono parecchi indizi che rivelano se nei paraggi della vostra scrivania staziona una collega-fedifraga. Questo perchè, anche se non precisato in precedenza, una collega che si fa leccare le dita dal proprio capo dopo averle ciuppate nella vagina, almeno puttanella un pochino lo è.
Uno dei luoghi culto dove si decidono le carriere delle donne, ovviamente dopo Villa Certosa, è il bagno dell'ufficio. Negli ospedali equivale allo stanzino dove i medici si cambiano.
Lasciate perdere la macchinetta del caffé. Lì il gossip è degli sfigati, dove sfigati s'intende che vengono a galla le finte trombate dei colleghi al venerdì sera, le magagne sulle borsette tarocche delle colleghe e qualche crisi di nervi perchè i progetti importanti saltano come canguri la vostra scrivania per atterrare su quella della vicina.
La carriera si decide nel bagno e quasi sempre durante la pausa pranzo.
Avete dei sospetti sulla fighetta del terzo piano? Preparatevi perchè alle 13.15 si alzerà per andare a pompini nel bagno del secondo. Ha metodo e cerca di non lasciare in giro tracce compromettenti. Con la scusa del "troppo lavoro da sbrigare" la troietta non vi seguirà per il toast al bar sotto l'ufficio ma si dirigerà con uno spazzolino verso il bagno. Contemporaneamente il manager delle risorse umane, divorziato, due figli avuti dal precedente matrimonio, lampadato e casetta a Forte dei Marmi, si solleverà dalla poltrona Frau del suo ufficio con il dentifricio in mano.
Cosa fanno bagno spazzolino e dentifricio? Igiene orale.
Nei corridoi i colleghi racconteranno di averla sentita gemere mentre faceva gargarismi e risciacqui.
Sulla intranet aziendale l'announcement del cambio di posizione e una sfilza di complimenti per una ragazza acqua e sapone.

lunedì, 25 maggio 2009
Stranamente mi avvicino ai 31.
E' una sensazione particolare soprattutto perchè ho ancora 5 giorni per abbandonare definitivamente questo mondo e festeggiare il compleanno chiuso in un sarcofago.
Sono innumerevoli le occasioni per morire, che ne so, potrei disintegrarmi con la macchina contro Jovanotti oppure scivolare nella doccia e inghiottire 250 ml di shampoo e balsamo Pantene. Glu glu glu: morto.
Se proprio dovessi decidere come morire preferirei farlo nel sonno.
E' la mattina del 30 Maggio, il telefono sul comodino squilla a ripetizione, sicuramente sono i miei e altri che  fanno a gara per farmi gli auguri. Non rispondo. Le finestre sono chiuse e uno strano profumo di spirito santo fuoriesce dalle fessure delle porte penetrando le narici dei vicini di casa.
Incuriosito il signor Mario si alza con la minchia da fuori per capire da dove provenga questo odore di fresie.
Con una mano sui coglioni, nella tipica posizione del maschio italiano al risveglio, sbadigliando, fa un giro veloce della casa. Il gatto raschia con le zampine la porta finestra perchè vuole entrare a mangiare.
Al piano di sotto Giulia e Simone hanno appena finito di fare l'amore.
Lei ha ancora la bocca impastata e sorride, lui beve l'acqua dalla bottiglia. Giulia, passandosi due dita sul labbro inferiore per asciugare un rigolo che scivola lento, si rivolge al compagno: "Lo senti anche tu?" Simone, sopraffatto dal testosterone e tronfio come i suoi vasi sanguigni che allentano la presa, si convince che l'aria sia intrisa del sesso appena consumato e che in ogni caso il suo sia uno sperma decisamente intrigante.
Il feretro intanto giace sulle lenzuola nere, il mio spirito lo guarda beffardo seduto sull'angolo del letto mentre una luce fortissima acceca i pesci nell'acquario e crea riflessi abbaglianti che rimbalzano sulle finestre e si proiettano sulla strada.
La mia essenza, in procinto di trapassare a miglior vita sulle alture di MachuPicchu, si alza per sporgersi dalla finestra. Nella via si scatena il finimondo. Ponzio Pilato entra al supermarket per comprare il sapone per le mani, i nemici scappano per i vicoli terrorizzati, le pie donne si battono il petto sgranando il rosario e pregando e i miei soci pestano a sangue Bertolaso che vorrebbe approssimarsi per capire cosa succede.
Mario, indossati calzoncini blu scuro, la canottiera bianca e gli zoccoli di legno, si avvicina al pianerottolo di casa inondato di luce divina. Con difficoltà prova a forzare la serratura, prende a spallate la porta ma non riesce ad aprirla. Arrivano rinforzi. In quattro, dandosi il tempo, si scagliano coordinati sull'infisso che sembra non cedere, feriti, con le arcate sopraccigliari spaccate, sanguinanti, coperti di piaghe, fanno un ultimo sforzo riuscendo finalmente ad aprire la porta.
Uno stormo di gabbiani va incontro ai nostri eroi e il pianoforte comincia a suonare una melodia nuova, eterna, angelica.
Mario si avvicina al letto e scopre il mio corpo senza vita: un'incredibile sensazione di pace pervade la sua anima. Dalla strada parte spontanea una processione e in migliaia salgono in ginocchio la scala per rendere onore alla salma e chiedere una grazia.
E' il compleanno del pastore ma lui non c'è.

Alcune ore dopo.

I discepoli riuniti intorno al tavolo si sentivano sviliti a abbattuti ma avevano dimenticato le Sacre Scritture:
"Così sta scritto che il Re degli Stenti e delle Privazioni avrebbe sofferto e sarebbe risuscitato. Voi siete i testimoni di queste cose, Voi siate i pastori delle mie pecore."

PICCHU e I'Ichnusa brindano con tutti gli amici del blog questo sabato.
Fiero di chi sparge il verbo con i link, i pvt, i feed e i centinaia di commenti.

Grazie!





ARRIVA STRANAMENTE AI 31 MA CON L'ICHNUSA IN MANO from PICCHU on Vimeo.

lunedì, 18 maggio 2009
Me la rido di brutto, io giovane pastore.
Contento me ne vado a lavoro con un bello scudetto tricolore cucito sulla maglia.
Noi interisti sappiamo godere delle piccole gioie e anche se ultimamente ci siamo abituati (quasi) bene, la felicità va manifestata come i bambini che giocano con la cacca.
Sono interista perchè Ibra lo paghiamo noi. Quel simpaticone del Presidente ha dalle mie parti la Saras, una piccola aziendina, la più grande raffineria d'Europa (o poco ci manca) e poi un giorno si è costruito un parco eolico a Ulassai che produce 100 milioni di euro l'anno. E' evidente che Ibra glielo paghiamo noi e quindi io tifo Inter. Però tifavo Inter anche quando ero piccolino e giocavo con la cacca.
Che bella giornata. In giro non li senti più i gobbi e nemmeno i cugini milanisti.
Se parlano ripetono le solite cose e io sto alla monotonia come Giuliano Ferrara alle bietole.
Poveri juventini, che tra l'altro ultimamente si sono destati dal sonno dogmatico e hanno cominciato a fischiare squadra e dirigenza.
Noi abbiamo Moratti e loro hanno Cobolli Gigli. Cobolli Gigli? Chi cazzo è Cobolli Gigli? Nella vita o sei Cobolli o sei Gigli. Oggi loro sono crisantemi ed è per questo che hanno la morte nel cuore.
Depressi gli juventini. Una squadra dalla storia gloriosa, plurititolata, una squadra costruita da Cobolli Gigli con amore e con Poulsen.
Tra i grandi (che hanno tutto il mio rispetto) Del Piero e Buffon. Si - giocavano - ma loro sono persone per bene, gente seria che antepone il bene della famiglia al calcio, infatti hanno passato metà del loro tempo a scopare con le rispettive signore e a fine campionato, visto l'andazzo di Grygera e compagni, almeno loro, antesignani, solleveranno i rispettivi umanoidi trofei.
Una grande famiglia la Juve con papà Ranieri. Ogni volta che parla Ranieri tutti i gobbi d'Italia (che sono tanti eh) si toccano i coglioni. Io quando non riesco a prendere sonno metto su una bella intervista a Ranieri e mi addormento sereno. Ultima notizia: lo hanno mandato a fare in culo a due partite dal termine del Campionato e hanno piazzato Ciro Ferrara che così potrà fare la spia a Lippi che, appena persi i Mondiali (perchè voi lo sapete che l'Italia non vincerà mai i prossimi Mondiali vero?), avrà il lavoro sicuro e un entourage che non spacca i coglioni. Cannavaro compreso.
Poi il Milan. Più che una squadra di calcio un album di figurine. C'è un signore pieno di soldi, ovviamente sporchi, che manda un altro signore spiritato, calvo e a 360° sottomesso, ad acquistare figurine per il mondo:

Berlusconi: "Ehy Galliani, ce l'ho, ce l'ho mi manca. Vai a Barcellona e comprami il castoro. Poi fatti un giro a Los Angeles e comprami quello figo della pubblicità di Giorgio, quello con la minchia lunga, l'inglese, e portali a Milano."
Galliani: "Si padrone."
Si divertono. I milanisti amano Galliani e il loro presidente e anche se tifano per una squadra che sembra la tribuna centrale del senato con un'età media di 47 anni, difendono a spada tratta i loro dirigenti.
Milanista: "Cazzo, taaac, mica come Moratti che spende i miliardi per Quaresma taaac. Qui c'è programmazione, marketing, la squadretta è come un'aziendina taaac che quest'anno si vendono magliette. Sai che business? Un genio Berlusconi. Taaac."
E fu così che con 64 milioni di euro di passivo l'aziendina regalò lo scudetto ai nerazzurri con 11 cadaveri in campo, Maldini compreso, che ansimando provava a fermare uno scatenato Pepe sulla fascia starnutendogli in faccia.
Altro che una vita da mediano, una vita da Galliani voglio fare! Lui ha vinto tutto. L'altro giorno festeggiava come un ossesso per la grande vittoria contro la nazionale bulgara a Tirana.
Trascorreremo un'estate tranquilla noi interisti. Ibrahimovic farà le bizze per prendere un milioncino di euro in più poi arriverà Perez che offrirà 100 milioni e io passerò alla Saras ad incontrare il Presidente per dirgli di venderlo che così ci facciamo la squadra nuova con tanti giovanotti. Lasciate andare le zavorre batteremo sul tempo i cugini e acquisteremo il meglio della scena internazionale anche se loro venderanno più magliette, elasticizzate, perchè si mormora che il genio abbia in già in serbo il colpo dell'estate:  Noemi Letizia, centravanti di sfondamento.

Oggi è proprio una bella giornata e mentre i miei amici gobbi e milanisti lucidano la loro sfilza di trofei, io serafico come sempre gli rispondo: quest'anno szero tituli.


lunedì, 11 maggio 2009
Miss Scorreggia è ciascuna di voi.
E' inutile negarlo perchè ogni uomo sa che nell'intimità delle lenzuola vi siete abbandonate alle peggiori flatulenze. Il boy è lì, che guarda Controcampo borbottando sull'ignoranza di quella vacca laida della Chiabotto mentre voi leggete in silenzio le memorie di Marta Flavi. Ad un certo punto uno strano tepore pervade le gambette del ciccino e improvvisamente un tanfo di uova fritte con cipolla fuoriesce dalle coperte.
Il dramma.
La silenziosità della scorreggina viene tradita dalla puzza infernale che non avevate previsto e, colte in fallo, sventolate le coperte affinchè l'odore di escrementi vivi svanisca il prima possibile, oppure, da autentiche bastarde, per incanalarlo verso le narici del pupazzone accanto.
Il povero compagno collassa con la bava alla bocca e vi maledice tappandosi il naso con il cuscino rischiando seriamente di soffocare per il lezzo e la mancanza di ossigeno.
La stanza dell'amore è diventata una camera a gas, i quadri si sganciano dalle pareti, le lampadine si fulminano all'istante, le imposte sbattono fragorosamente e la madonnina lacrima sangue.
"Non lo faccio più! Non lo faccio più!" Ripetete col sorrisino di chi la sa lunga mentre il biscotto cerca di rinvenire affacciato alla finestra.
Miss Scorreggia però non perde il vizio e abbandona gli effluvi del suo corpo un pò ovunque, la macchina è uno dei luoghi cult. Se sei fermo al semaforo e ti volti verso destra noterai la macchinina colorata, all'interno una dolce donzella si controlla il viso allo specchietto. Le note di Tiziano Ferro rimbalzano sul tuo cristallo - le sorridi - ma lei risponde con un delicato movimento sussultorio aprendo contemporaneamente due dita di finestrino: la signora ha appena emesso il suo verdetto che ha lo stesso nome della tua faccia: merda. Sgommando, quasi a sottolineare con la frizione ciò che è appena accaduto nelle sue mutande, riparte felice verso mete lontane disseminando nell'aria i gas di scarico...
La scorreggiona si entusiasma nel fare le puzzette e non disdegna di commentare nel silenzio del suo cuore gli aromi che produce. Talvolta, quando ne ha fatta una grossa, si complimenta con se stessa. L'esperienza l'aiuterà a riconoscere quando il culetto immacolato sarà pronto a generarne una potente ma inodore o una silenziosa ma dagli effetti devastanti.
Caro amico che leggi questo blog una donna che non fa le scorreggine è una donna col freno a mano tirato, infelice. Preparati, sii desto.
Saprai di averla conquistata solo quando nella segretezza del vostro talamo d'amore si abbandonerà al richiamo dell'intestino crasso sussurrandoti felice: "Mmm senti che profumo."

Prrr.
lunedì, 04 maggio 2009
Come state giovani prodi? Prodi non vi piace? A me si. Il vecchio professore bolognese mi manca tantissimo. Uno serio dai, uno che la moglie la chiama moglie e non signora che chiamare la propria moglie signora ci fa precipitare direttamente nel Medioevo e io, nel Medioevo, potevo essere il buffone del signorotto o al massimo lo stalliere. Non che io sia uno stallone, infatti anche se mi piace galoppare per ora raccolgo solo merda.

Dicevo. Grande donna la Veronica Lario. Finalmente una con le palle. Già m'immagino le casalinghe disperate brandire il Mocio Vileda davanti a Mattino 5 che lancia la notizia. Loro, le casalinghe, stanno dalla parte di Silvio. Lui invece sta dalla parte della figa, meglio se di minorenne che poi la ciccetta che lo chiama papi ha compiuto 18 anni quindi l'abile furbetto se la scampa pure stavolta.

Veronica intanto dice basta. E' 30 anni che non gli molla la figa che avrà le pieghe stile culo della Merkel però la Merkel tromba, ne sono sicuro, perchè le bruttine trombano sempre e poi lei il maritino se lo porta in giro tutta orgogliosa. Anche Obama si accompagna per il mondo con la moglie. Forse è lei che si trascina lui, è un cazzo di donnone strepitoso, abile comunicatrice, donna fashion, fanno notizia i suoi abiti lunghi e  le scarpe da 500 $ calzate per presenziare ad un incontro di appestati con le verrucche ai piedi.

Poi c'è Sarkozy con la Carla, anzi con la Carlà. Lei si fa chiamare alla francese, quindi basta mettere l'accento sulla a e il gioco è fatto. Lei si che sa conquistare. Dopo averlo fatto a cosce aperte per metà della sua vita, ora segue il marito in qualsiasi evento politico e mondano. La signora gira in ciabatte (mica come Michelle) perchè il suo coltissimo boy è alto un metro e un cazzo ed è come vederlo a fianco di un superdotato: pensate al pisellone di Trentalance vicino a quello di Brunetta per dire. Va da se che Sarko è un cazzaro per natura però almeno esce con la moglie canterina che è sempre meglio di uscire a Napoli con Apicella.

C'è Zapatero. Lui sta bene con uomini donne e froci. Lui è avanti e di ampie vedute. E' un galantuomo e anche se Sonsoles non ama le apparizioni pubbliche, ogni tanto se la porta ai gala internazionali per fare il verso a quell'oca di Carlà e farle sentire come si canta sul serio.

Si potrebbe continuare al'infinito per esempio citando il grande Chavez che due colpi a Naomi gliel'ha dati coperto esclusivamente dalla bandiera americana.

I più fighi di tutti comunque restano Carlo e Camilla. Lui spilungone sciupafemmine lei femmina sciupata. Li immagino nell'intimità (ma potrei farne anche a meno) mentre vestiti di pelle si succhiano le palle e le mammelle. Che storia. Mi piacerebbe sentire che razza di maiale è il principe perchè lui ha la faccia da porco, ha proprio l'influenza suina addosso, roba da: "Vacca lurida goduriosa!" mentre la sculaccia sul culo peloso.

Caro Silvio i seguaci pendono dalle tue labbra e sghignazzano felici perchè sanno che ce l'hai fatta ancora una volta. Passato il polverone, distribuito qualche milione di euro a Veronica, potrai finalmente andare in piazzetta mano nella mano con Mara e sbatterti le minorenni come e quando vuoi. Tronfio come un vaso sanguigno chimicamente pompato, osservando disgustato il culo della Merkel farai la comparazione con quella della tua nuova bimba che non smetterà di chiamarti papi, coprirti di baccetti e farti qualche soffocone.

E continueranno ad osannarti: tu uomo di fede, di sport e collezionista di figa.



venerdì, 24 aprile 2009
Sbucando dall'utero di mia madre capii immediatamente che dovevo resistere.

C'era una cazzo d'infermiera frustrata che a momenti mi faceva cadere: mentre mi sculacciava con mano pesante e callosa, scrutava ansiosa l'orologio che da lì a pochi minuti avrebbe scoccato le sue 8 ore.
Già da piccolo ero un genio ma nessuno lo sapeva ecco perchè mio padre, onesto lavoratore sottopagato, un giorno chiese al titolare dell'azienda dove svolgeva la mansione di schiavo, la possibilità di portarmi dal pediatra.

Il titolare riceveva davanti al parcheggio del suo ufficio a debita distanza dalla sua Volvo nuova fiammante: "Certo che puoi portarlo, devi! Ti consiglio questo mio amico. Vedrai che ti farà anche lo sconto. Anch'io però devo scontare le ore d'assenza dalla busta paga perchè siamo in crisi." La crisi c'è dal '78, aveva ragione mio padre a resistere.
Il pediatra era un amicone. Fece uno sconto ai miei di 5000 lire e un favore alla natura risparmiando la carta della fattura.

A scuola ci andavo volentieri ma la maestra non si accorse che aveva tra i banchi un genio.
Si accorse però di avere un rompimento di coglioni, il mio compagnetto Michele. Non è che lui fosse proprio a posto perchè probabilmente Gesù Bambino si distraette un attimo mentre suo padre ficcava la mamma. Io sono convinto che la colpa sia dell'infermiera (si si la stessa di prima) perchè appena Michele uscì dalle cosce della madre, era intenta a guardare l'orologio mentre il cordone ombelicale lo stava strozzando. Però tutti danno la colpa a Gesù Bambino e siccome a Michele va bene così, è ok anche per me.
La maestra era sempre nervosa perchè a Michele gli doveva spiegare due volte le stesse cose: "Michele sei proprio stupido!" Gli ripeteva. Michele si voltava verso di me dicendomi: "Ehy F. ma la maestra non l'ha capito che sono nato stupido?" Michele m'incasinava e non si capiva chi fosse più stupido tra lui, la maestra e me: "Resisti ancora due ore Michele che poi vieni a giocare a casa mia." E rideva.

Crescendo andavo al mare da solo ma in pullman e dovevo resistere alla puzza d'ascelle delle signore che salivano con le buste della spesa fatta al mercato del pesce. Andavo al chiosco e trovavo sempre lei che mi piaceva di brutto. Il problema era che lei al mare ci andava con la Civic di un tipo molto più grande di noi che una volta minacciò di spaccarmi il culo se non mi fossi levato dai coglioni. Quella volta resistetti con tutte le mie forze perchè avrei voluto mandarlo a farsi fottere ma non potevo essere come lui di fronte alla ragazza che non mi faceva dormire.
Due settimane dopo però decisi di non resistere più: presi una candela usata della macchina di papà e gliela lanciai di notte contro il parabrezza della Civic. Ora che sono grande ho capito di aver fatto una cazzata e di aver rischiato il linciaggio. Un mese dopo la ragazza di sopra lasciò il tipo della Civic e si confidò con me. Piangendo mi disse che aveva resistito anche troppo a tutte le cattiverie subite.
Per la prima volta feci l'amore e mentre ero dentro di lei confuso e felice mi ripetevo: "resisti, resisti, resisti." In verità me lo ripeto anche ora che sono più grande.

L'Università, la vita di tutti i giorni, il lavoro. Tu hai talento e lui il cognome del ministro. Tu le bollette da pagare e lui la laurea comprata dal papà amico del rettore e l'ufficio pronto-chiava in mano. Tu hai un lavoro che ti stressa e non ti realizza. Tu lavori per vivere e non vorresti mai vivere per lavorare.
Accendi la TV e vorrebbero spegnessi il cervello. Tutti i canali che parlano la stessa lingua, i paraculi che prendono le distanze. I giornali allineati. Tra poco spostano il carnevale di Viareggio a L'Aquila così risparmiano. Ti rendi conto però che il carnevale l'hanno già trasferito visto che ogni giorno sfilano pagliacci incravattati davanti alle telecamere. Resistere.
Un lutto in famiglia e la morte nel cuore, la paura nel futuro, un figlio che non arriva, una moglie che si è presa tutto il tempo del mondo per decidere. Un marito aggrappato a Facebook con la speranza che la bambina a 100 km da casa gliela dia... Resistere.
Una grande responsabilità, l'orgoglio di distinguersi.

Ieri come oggi abbiamo mille motivi per farlo. Domani ancora di più.


Ispirato da F. Thank you hombre



giovedì, 16 aprile 2009
La mia riflessione nasce da una locandina affissa in tabaccheria: "Gioca senza esagerare".

Grandi quelli della Lottomatica ma soprattutto - ancora una volta - grandissimo il nostro Stato, l'Italia, quello abitato da imprenditori che mettono la sabbia di mare nel cemento per costruire gli ospedali.
Vorrei aprire una parentesi ma non lo faccio perchè non me ne frega un cazzo. Vorrei scrivere che a me, di essere italiano, non me ne frega un cazzo. Mica perchè ho messo la sabbia di mare nel cemento, io non so nemmeno come si faccia il cemento.
La cazzuola stretta in mano ce l'ho dal '78 ma mio padre - grande pa - ha detto che ogni tanto bisognerebbe anche saper impastare (alcuni anni dopo capii cosa volesse realmente insegnarmi).

No dicevo, mica per quelle storie. A me non me ne frega un cazzo perchè la risposta, ovvero  che noi abbiamo la moda, il cibo, i monumenti, la cultura e bla bla bla è talmente abusata che io odio gli italiani che abusano degli italiani. Siccome siamo bravissimi "abusatori" non me ne frega un cazzo perchè dovrei aggiungere  che noi abbiamo anche la mafia, la camorra, l'ndrangheta, i palazzinari dei mille subappalti, Silvio Berlusconi e tutta i suoi seguaci "signor si" (quelli che odiano le vignette di Vauro per esempio), le tangenti, le trappole per i disabili, gli strozzini e una schiera di falsi moralisti che metà basta.
"Ma l'Italia è fatta anche dai migliaia di volontari che sono partiti in Abruzzo a dare una mano, ecco il vero orgoglio italiano. Il sentimento dell'Italia unita." "Io metto a disposizione le mie tre case."  "Io un vibratore, perchè poveri, la noia è tanta."

GIORNALISTA - battendo alle 3 della notte sul finestrino coperto da fogli di giornale di una macchina parcheggiata al lato della strada, con bava alla bocca, microfono in mano e cameraman al seguito: "Si sta scomodi in macchina? Fa freddo? Come mai non siete in tenda? Lentezza nei soccorsi?"

TERREMOTATO - "Ehy sciacallo lasciaci in pace che stiamo scopando! Non lo sai che in tenda siamo in 35?"

GIORNALISTA rivolto alla telecamera - "Come vedete si cerca di tornare alla normalità, anche con le camporelle."

Mi perdo nei meandri del mio cervello qualunquista e pressapochista ma voglio scrivere che quella locandina mi ha fatto cagare anche dalle risate. Stile "warning" sui pacchetti delle sigarette: "Il fumo uccide". E va zio? Sarà per questo che ora mi accendo una Marlboro Gold e me la gusto proprio che io fratello ho 30 anni suonati e so cosa voglio quando vado dal tabaccaio:

PICCHU - "Buongiorno, un pacchetto di Marlboro Gold. Anzi due che voglio morire felice."
TABACC - "Bella PICCHU 8 euro e 80."

S'intromette, nella trattativa impostata dallo Stato Italiano tramite tassello fiscale che l'autorizza a fregarsi il 75% del prezzo delle mie sigarette e grazie al quale poi prova a lavarsi la coscienza comprandosi un bello spazio in TV per dirmi che fumare fa male, invecchia la pelle e uccide le palle, una giovane avvenente promoter.

PROMO - "Salve, vorrebbe provare queste sigarette sa, sono assolutamente le migl..."
PICCHU -"Scusa se t'interrompo, non prenderla a male. Va bene che il fumo uccide ma una sigaretta che si chiama camello e sul davanti ha un dromedario mi sa di presa per il culo a prescindere. Che poi io con i beduini non ho proprio niente in comune. Grazie e arrivederci."

Mi girano le palle. Fatemi fumare roba buona santo cielo.

Enjoy responsability scrivono quelli della Heineken. Furbissimi. Si portano avanti visto che a loro lo Stato non ha ancora obbligato a stampare sull'etichetta la foto del fegato di Gigi Radice ("beve e non lo dice!!!" Cantavano gli Sconvolts). Marketing responsabile direbbero gli addetti ai lavori. Gli stessi che - giustamente - la notte fanno come me e preferiscono il Pampero ("bevi Pampero responsabilmente), al Bacardi ("bevi Bacardi responsabilmente") perchè Caracas ci fa ricordare i peggiori bar della nostra vita e le tipe più belle del pianeta.

Ora ci manca solo la Durex che ci spiaccica sulla confezione "usa Durex responsabilmente". Apri il bugiardino e  scopri il kamasutra che non andrebbe mai fatto con i preservativi, roba estrema, tipo tenerli nel cruscotto della macchina d'estate e tirarli fuori quando in pineta ti prende una voglia improvvisa.
In questo caso è sconsigliato anche il salto della quaglia ma non nascondo che anni addietro stabilii il record del mondo. Talvolta è sconsigliato anche ascoltare zio Ratzinger che lui ha un contenzioso con la Durex e li odia a priori. Lui si fida ciecamente nell'abilità atletica degli africani ma Ratzi, ascolta PICCHU, gli africani non ne capiscono un cazzo del salto della quaglia.

La chimica farmaceutica ha fatto passi da gigante e cazzo me ne frega: se mai avessi la possiblità di trombarmi una venezuelana giuro che mi straccio di Cialis sciolto nella Redbull.








mercoledì, 08 aprile 2009
Non credo che Nonna Pina sia effettivamente la nonna di Antonella Clerici però Antonella Clerici è spiritosa, ha le tettone ed una fantastica predisposizione ai doppi sensi che la mettono simpaticamente nella categoria "47 colpi."

Perdonami Antonellina, sei un pò maiala, ma te lo dico con affetto. Davvero. E sei anche una buongustaia, non solo in cucina, tant'è vero che il nero di seppia ti è piaciuto fin da subito e da quel primo succoso ne è venuto fuori una bella bambina. Ora t'immagino così. Tu e il tuo pargolo-torta sacher a parlare con le amiche di pannolini e irritazione del culo che sei anche un pò stressata e fremi di poter ritornare in video a cucinare i manicaretti e a dire le porcherie in diretta a vogliose casalingue del mezzogiorno.

Squilla il telefono. Sicuramente sarà la solita amica per una consulenza sulle ultime pappe al verme di fieno utili a farla crescere bene e a rendergliela elastica.

"Pronto?"
"Cla sei tu? Hai trovato la pappina per la piccola?"
"Pronto signora Clerici?"
"Si Claudia dai muoviti, non ho tempo che sto buttando giù qualche frase sconcia per la "Prova del Cuoco" e la bambina sta cagando in salotto."
"Pronto signora Clerici? E' lei signora Clerici? Quella che faceva bagnare le vecchiette e ispirava i maschietti in cucina, quella che conduceva un programma e che dopo una vacanza in un posto pieno di negri ha scelto quello col cazzo più lungo e si è fatta condire la patata con la salsa sudamericana e che dopo 9 mesi ha partorito e poi si è presa la maternità? No, dico è lei?"
"Ma Fabrizio sei tu?"
"Si, buongiorno signora Clerici quella che è in maternità. Abbiamo pensato che per il suo bene e per quello del suo negretto, sia meglio allontanarla dal programma in cucina che automaticamente passa ad una giovane puledra da competizione già campionessa di galoppo sotto la scrivania. E' felice vero? Pensi che ritorno d'immagine. L'Azienda che si mobilita affinché la neo mamma possa seguire a tempo pieno il protocollo educativo per la bimba con panciotta e mosche negli occhi e lei - dico lei - signora Clerici che diventa automaticamente donna immagine di tutto il Terzo Mondo, Burkina Faso compreso. Non le sembra un'incredibile idea? Sono un genio ma non c'è bisogno che mi ringrazi."

"Mah Fabrizio, Fabrizio aspetta un attimo...Io sono assolutamente felice di riprend..."
"Ok, ok signora Clerici è che sono un pò imbarazzato. Non è che può presentarmi quell'abbronzatissimo di suo marito, è proprio un bel ragazzo e io sa potrei sempre cambiare idea..."

Tu tu tu tu




giovedì, 02 aprile 2009
E' giunto il momento di guardarsi nelle palle degli occhi e di dirsi le cose come stanno.

Votate tranquillamente, avete più risposte perchè me ne strafotto delle statistiche.
Non siete obbligati a registrarvi al sito. Confermate i vostri stati d'animo ed esprimete le vostre perverse preferenze nei commenti.

Much Love





Toluna.com - Get free polls, widgets, opinions and earn points!
martedì, 24 marzo 2009
Il tuo ragazzo, compagno, marito, si fa le seghe.

E' bene che tu lo sappia perchè la visione del tuo uomo che si smanetta non è la stessa immagine di Lola Ponce (s vengo) sudata e golosa tra le lenzuola rosso porpora. Non c'è visuale peggiore del maschio che si fa le pippe ma tutti gli uomini si fanno le pippe e quando all'improvviso beccherai il tuo boy in bagno con un bicipite alla Stallone, paonazzo come un alcolizzato di cannonau, intento a gridare "Dai! Dai! Dai!" non pensare che tu non sia capace d'amare. E' la natura. Matta e disperatissima. Dell'uomo.

Convinta come sei di essere un animale da Eminflex vedere quell'essere immondo che si ama così dolcemente sconvolgerà la tua esistenza. Come una mamma che becca il figliuolo girarsi un cannone. Le certezze verranno meno e ti chiederai dove hai sbagliato. Probabilmente ne parlerai con le amiche che radunerai in una cenetta organizzata con la scusa di mostrare loro la nuova scarpiera design. Ad un certo punto, esattamente prima di servire il filetto, irromperai sulla scena interrompendo le pettegole con: "Anche il vostro si fa le seghe?" La domanda, fatta a denti stretti, genererà stati d'animo diversi. C'è chi riderà come una scellerata a bocca aperta e con gli spinaci tra i denti in bella vista e quella che, pallida come il pan bauletto, si sentirà più serena e felice di avere un'amica con la quale condividere la stessa scoperta.

Intanto l'uomo continuerà a dedicarsi all'arrendevole piacevolezza preparandosi con entusiasmo a quei 5 minuti e 47 secondi di autentico relax. Svariate sono le location dell'amore, in doccia, sul bidet, nel letto, sul divano ma l'importante è che il luogo sia accogliente e silenzioso. Il maschietto sta li a fissare un punto indefinito intento a tradurre con movimenti cadenzati i segnali che il proprio pene gli propone. Talvolta emette dei gemiti, spesso pretende che il suo cazzo dia il meglio e lo incita come Gianni Morandi a dare di più.

La donna non riesce a levarsi dagli occhi quell'immagine del pelosone rannicchiato su se stesso che stringe come un pazzo il collo alla gallina. Si sente tremendamente in colpa e si propone di recuperare facendo un corso accellerato con i "10 segnali che il tuo lui ti manda" su Donna Moderna. Non trova la soluzione e si dispera. E' notte e lei è strana, sembra triste. Il boy si accorge che la bella ha qualcosa che non va e la interroga sperando di comprendere cosa la turbi. La ama intensamente e vorrebbe poter fare qualcosa, le bacia le spalle ed il collo. Le accarezza i capelli. E' tenero, sensuale, presente. Lei si sente stranamente felice, si gira e lo bacia sulle labbra. Lo guarda fisso negli occhi e fa per dirgli che l'ha visto smanettarsi nel bagno quando: "Amore, forse sei solo annoiata ora t'insegno un nuovo giochino che mi piace tanto tanto." Fu così che lei scoprì finalmente la masturbazione maschile ed affibbiò al pupazzetto il nomignolo di Duracell.

Champagne.
sabato, 14 marzo 2009
E' quasi primavera: le rondini cagano all'impazzata sulle capotte delle macchine mentre ciuppo i Pavesini nel Campari sul balcone soleggiato alle 9 di mattina e osservo felice le giovani donne che passeggiano mezzo nude per la strada.
Riposti nel sarcofago cappotti, sciarpe chilometriche e maglioni a collo alto, le signore vestono gonne corte e magliettine leggere.

La primavera è il momento magico delle donne.

Si potrebbe obiettare che sia l'estate la stagione femminile per eccellenza ma per quanto mi riguarda l'estate è la fiera dell'orrido. Il mare è un assurdo pretesto per spaparazzare sull'arenile ogni manifestazione del brutto e qualche culo sodo non sopperisce ad una vegetazione fatta di peli incarniti, smagliature burrose e cellule morte.

In primavera vale il vedo e non vedo e si viaggia con l'immaginazione.
La dolce biondina del piano di sotto sale sulla sua macchinina sollevandosi leggermente la gonna, splendono le sue gambe lisce e i piedini affusolati, mi fa ciao ciao con la manina sussurrando il saluto mentre le fisso ammaliato le labbra lucide. Adorabile.
E' sabato mattina e si fa un giro in centro. Le mie adorate commesse vestono in jeans e plateau colorate, truccate profumano di fresie. La strada diventa la savana per animali in calore, uomini e donne si fissano maliziosi alla ricerca dell'accoppiamento.
Io non vedo altro. In primavera cancello il genere maschile.
Mani in tasca vago per la città a meravigliarmi della bellezza della patata. Puntualmente mi domando dove fossero tutti questi esemplari di femmina qualche settimana fa.
I capelli sciolti, le prime abbronzature, i seni nudi sotto le t shirt fanno il resto e nell'aria volano allergie e ormoni.
Mi pare che le ragazze siano meno complicate in primavera e come gli uomini trascorrono metà del loro tempo barzotti a fissarle, anche le femminucce gocciolano di voglia.
Alzi la mano chi non sente in questo momento il profumo dell'amore.

Aaahhh che bella la primavera.



domenica, 08 marzo 2009
L'Amore non esiste.

Non credo che qualcuno riuscirebbe a farmi cambiare idea.
L'Amore non esiste perchè nella sua stessa definizione l'Amore è l'assoluta condizione di bene.
L'Amore è lo stato ideale al quale la maggior parte degli uomini aspirano ma, se lo stesso Gesù sulla croce si sentì abbandonato dal Padre, credo che per noi terreni sia estremamente difficile arrivare allo stato soprannaturale per eccellenza.
L'Amore soprattutto nei rapporti di coppia ma anche in famiglia per esempio, viene confuso e accettato come compromesso. L'Amore col compromesso non ha nulla a che fare. L'Amore non esiste se si deve barattare lo stato di felicità assoluto con le mancanze di un'altra persona, con le sue assenze, le distrazioni, gli umori, etc.
L'Amore è uno stato di costanza disinteressato, se una persona ama veramente non si concede pause e non misura con la bilancia il suo amore, quanto ne offre, quanto ne riceve.
L'Amore non crea sofferenza. Se crea sofferenza non può chiamarsi Amore.
Se io amo non provoco dolore all'altra persona. Se io amo mia madre sono completamente proiettato verso lei e qualsiasi mia azione nei suoi confronti, qualsiasi parola, coincide con la mia massima felicità: donarle amore e accrescerlo sempre di più.
Evidentemente se oggi avessi uno scambio di vedute acceso con mia madre e le dicessi una frase che la ferisse ma nello stesso tempo me ne pentissi amaramente, questo non significherebbe che io non voglia del bene a mia madre, "che non la ami."
Nel momento stesso però che io procurassi del dolore a mia madre confermerei che l'Amore non esiste.
Ogni situazione poi ha i suoi gradi di gravità dove subentra anche la morale per cui mi sembra del tutto paradossale e complicato discuterne.
Se io amo una donna e voglio realizzare con lei l'Amore sono completamente concentrato verso la sua anima.
Poi un giorno, banalizzando, torno da lavoro, sono nervoso e stanco. Lei mi chiama, ha bisogno di parlare con me, cerca di comunicarmi una cosa importante. Io non ho voglia di ascoltarla e rispondendo male le rinfaccio vecchie situazioni analoghe. L'Amore non esiste. Io sto con una donna che dico convintamente di amare. Un giorno sono fuori per lavoro. Solo in un hotel conosco una ragazza a cena. Il dolce viene consumato a letto.
Il giorno dopo sono pentitissimo, non mi capacito di ciò che ho fatto. L'Amore non esiste.
Bisognerebbe utilizzare più sinonimi invece che parlare sempre di amore. Amore è una parola inflazionata che racchiude troppe sfumature e l'abuso ne ha snaturato il vero significato.
Alla fine di questa menata tutti feriamo, tradiamo e, almeno una volta nella vita, mettiamo davanti a tutto i nostri meschini interessi personali mandando tranquillamente a fare in culo anche i sentimenti più profondi.
La vanità dell'uomo e i suoi piccoli, piccoli cattivissimi egoismi quotidiani non creeranno mai l'Amore.

Oggi l'uome implode in se stesso. Forse il bello della vita è provare ad avvicinarsi a quella "idea divina" di Amore che sulla terra non esiste consapevoli che siamo (soprattutto sono) mediamente degli ingrati.




mercoledì, 25 febbraio 2009

Un mio socio è uscito con Lady Sporcacciona.

So per certo che stai pensando che Lady Sporcacciona sia amica mia, le solite frequentazioni borderline ma stavolta ti deludo perchè io una sporcacciona la desidero dal '78. Si potrebbe aprire un capitolo interessante sulla storia delle porcherie femminili dal '47 in poi. Mi piacerebbe che le donne - frenoamanizzate - mi dessero il loro fondamentale e leale contributo. E' palese quindi che non mi rivolgo alle mie amiche prostitute, quelle che incontro la notte quando vado ad esprimere i miei concetti. Loro hanno tutto il mio rispetto e lunga vita e salute a chi la strada la vive per davvero. Nel bene e nel male.

Parlo delle sporcaccione da ufficio. Parlo di te. Non ti sto insultando. Ho troppo rispetto per le donne, io amo le donne - meglio se commesse - ma ho bisogno di capire ciò che alle signorine passa per la testa quando dopo tanto travaglio hanno davanti il cazzo eretto del proprio compagno, marito, conoscente, amico ma non riescono nemmeno a masturbarlo perchè sono sponsorizzate dalla Brembo pur facendo le prime donne in una fiction che vorrebbero fosse prodotta dalla Durex.

Lady Sporcacciona è colei che estrinseca la sua femminilità.

"Ma cosa ti frega di ciò che faccio col mio ragazzo?" M'interessa e parecchio. Sono morboso come Maurizio Costanzo anche se non ho la sua pancia, la sua pelata, il suo conto in banca e grazie a Dio sua moglie. La Lady Sporcacciona del mio amico si è fatta infilare un dito in culo mentre andavano in macchina. Più che in macchina mentre andavano alla deriva. Dei sensi. E guidava lei. Dice che appena conosciuta la dolce signora bramava il suo attributo come io la moglie di Ben Affleck. Non stiamo parlando di 16enni ma di uomini e donne di 30 e passa anni. Arrivata a casa la vogliosa signora si è spogliata e messa a 90° appoggiata al tavolo in stile Eyes Wide Shut e chiedeva che lui glielo infilasse nell'oblio dell'amore. Il mio amico, persona perbenissimo ma sotto le coperte nessuna pietà, ci è rimasto. Mentre faceva il suo lavoro pensava - mi racconta - che non esistono più le donne di una volta. Le ragazze con le quali è stato lui, anche molto belle, facevano la parte poi una volta col pisello in mano cercavano le istruzioni d'uso. Mi diceva che era quasi imbarazzato ma che lei chiedeva tutto dolcemente, convinta e per niente volgare. Applausi. Desiderava essere scopata e bene o pene. Cazzo, culo, figa, sperma, muco, sudore, passione. Racconta che si muoveva in mille modi, non gli lasciava scampo e parlava esplicitamente. Non ti dico poi il gran finale stile F1 con champagne a spruzzo.

Lady Sporcacciona ha espresso se stessa come Madonna nell'89.

Reputo che esistano due interessanti macro categorie di donne degne della nostra attenzione in questa fase di studio sul sesso al femminile.

1) LADY FRENO A MANO

2) LADY SPORCACCIONA

Lady Freno a Mano è banale, scontata, ripetitiva e il massimo dell'ispirazione sessuale la trae dai bigliettini dei Baci Perugina.

Lady Sporcacciona invece è quella che quando ti deve fare un pompino non lo fa spiritata come se stesse andando al patibolo. E' colei che già dal solo modo con il quale ti slaccia i pantaloni capisci che sarà un'esperienza mistica. Lei chiama tutto col suo nome, sorride, pretende, prende l'iniziativa e alla fine dell'amore ti senti un uomo migliore.

Io preferisco Lady Sporcacciona altrimenti detta la Dea dell'Amore

 

SPOT

Ho dei piccoli ma importanti ringraziamenti da fare.

1) Shanty con la collaborazione di fioredautunno per aver liberato SPUTI DI LAMA su un Eurostar. Due figone in missione. Mitiche.

2) Paola e Francesco per aver liberato SPUTI DI LAMA in un posto per gente figa che se leggono i miei racconti m'insulteranno alla morte. Mitici.

3) Il fratello Jackie che in questo momento mi legge dalla Cina. Amico torna con gli involtini primavera originali e magari anche con l'unica Cinese bona. Fai il bravo e in bocca alle nuvole di drago!

giovedì, 19 febbraio 2009
Superato il lutto e sempre fiero di avere i 4 mori tatuati sui coglioni, mi rimetto in pista (come è solita dire Paola Barale).
In verità ho passato giorni tristissimi, intrisi di dolore.
Mi sono chiuso aspettando che la delusione svanisse. Adagiato sul mio nuovo divano ho rischiato di diventare romantico, capita, talvolta, ma la cosa grave è che nessuna donna ha suonato alla mia porta.
Ero solo, io e il vino.
Fantasticavo sulla silhouette della bottiglia e la immaginavo in carne e ossa, mi rivolgevo a lei con tenerezza, non infilandomela nello sfintere anale ma desiderando ardentemente che si inginocchiasse e lo prendesse in bocca. Stanco, ho approfittato del periodo refrattario per guardare un pò la TV mentre la bottiglia nemmeno fumava una sigaretta.
E cazzo è scemato tutto il mio romanticismo.
Non c'era niente da ridere e ne ero pienamente consapevole, ma porca troia guardare la televisione è un'esperienza che tutti dovrebbero fare di tanto in tanto per rendersi conto dove stia la causa di tutti i mali italiani.
Festival di Sanremo. Il festival della musica italiana. Il festival giovane, innovativo, lo capisci subito da Albano, Patty Pravo e la Zanicchi. Che poi quest'ultima c'ha una voglia di manganello che metà non basta... Puttana Eva ma dove stiamo andando? Scende le scale che sembra un sacco di spazzatura, prende il microfono che improvvisamente ai suoi occhi si fa cazzo del ragazzo della Clerici (ovviamente lungo, grosso e nero) e ci sbatte in musica le sue frustrazioni da sessantenne che non prende schizzi quando invece sognerebbe un lui che le gridasse: "Brutta vacca succhia ancora" ed è triste. Bonolis che mi scassa i marroni con il suo italiano da pseudo acculturato e ripete giustappunto un milione di volte, gli Afterhours che si svendono davanti a Del Noce e un fascista di merda che prima faceva ooohhh e che adesso canta che gli omosessuali sono malati perchè papà si faceva a pecora la zia quando la mamma era a lavare le scale. Ma si può guarire grazie all'amore.
Giro e una parvenza di femmina con la voce protozoica è seduta su una scala intenta ad ascoltare un manipolo di froci confusi e di bambine già star che s'insultano a vicenda. Curioso tendo l'orecchio. Coloro i quali dovrebbero insegnare l'educazione e le discipline a questi mestruati dell'ultima ora, invece che fare il loro lavoro dando l'esempio, si mandano a fare in culo ogni 2X47. E la signora protozoica gongola perchè l'audience sale e gli autori - si cazzo - hanno fatto proprio un bel lavoro.
Convinto che la pedagogia non esista giri e vai sul Grande Fratello sperando, toccacciandoti, che la tettona sia a forbice con la bionda polacca o che si stiano slinguazzando le vagine per la gioia mia e dei miei cari. Siccome non succede niente di tutto ciò zappi su Italia 1 per la diretta della trasmissione. Tutti lindi sono seduti sul divano mentre le telecamere inquadrano per 5 minuti abbondanti due manichini che in prima serata se ne dicono di tutti i colori che addirittura Gesù Cristo in persona è costretto ad intervenire affinchè almeno quel culattone di Signorini proponga che i ragazzi chiedano scusa per gli anatemi.
Anche se mezzo ubriaco e pastore dal '78 una cosa è certa: donne, io non sono e non sarò mai come quel pagliaccio che può anche essere fighetto, poi arriva la mammina che gliel'ha data un paio di volte incazzata nera perchè lui si è fatto venire il durello sotto le coperte con la gggiovane e in diretta nazionale gli grida "Io ti meno!" E lui muto. E io piango perchè mi sto facendo del male. Piango perchè non capisco come mai Dio non fermi questo scempio. Chiamo infine Publitalia e mi dicono che hanno raccolto talmente tanta pubblicità grazie alla tipa che porta i nani al guinzaglio e tutto mi è più chiaro.
E' un tour senza fine, una discesa agli inferi.
Dall'altra parte Paola Perego che parla del nulla con gente riesumata, ancora 5 maschioni che non riescono a coniugare un verbo ma che lascia stare due pettorali, devono scegliere tra 4 troie che sono disposte a tutto per "fare le esterne."
Ho deciso che d'ora in poi, quando vado a baldracche, dirò anch'io vado a fare un'esterna.
E i bambini fanno ooohhh.
Poi le veline e Gerry Scotti che fa il finto padre di famiglia, la Fattoria, La Talpa, il plastico di Cogne e le lettere dall'Argentina. Tutti che piangono e si commuovono, storie drammatiche, bambini strappati ai genitori, ciechi e albanesi in gommone.

Passata la sbronza capisci perchè l'Italia è un paese di merda perchè tutta questa roba ha riempito di merda la testa delle persone e questa merda arriva dalle televisioni di merda di un'unica persona di merda. Capisci che i TG dicono solo quello che cazzo gli pare a lui e che i giornali idem, tutti asserviti al potere. Capisci che la gente viene presa per il culo ma che la gente, gran parte della gente, in Italia, ama essere presa per il culo perchè non sa di essere circuita. Non lo sa perchè tutto questo sistema ha modificato il modo di pensare, ce l'hanno fatta. Troppe persone sono distratte e si bevono qualsiasi cosa perchè da tutte le parti ascoltano sempre la solita storia ridondante e finiscono per convincersene.
La TV del dolore ha cambiato la mentalità, da Uno Mattina a Bruno Vespa e si fidano di loro perchè loro sono in TV.

Come molti che alle 7 si stringono la cravatta al collo, salgono sulla loro macchinina lavata a gettoni il sabato mattina e si sentono vincenti. Ti parlano di progetti ma di progetto hanno solo il contratto e sul cruscotto rieccheggiano i titoli de Il Giornale. Ci sono le elezioni e addirittura lui con l'accento milanese parla della Sardegna, "la nostra Sardegna" e tutti lo ascoltano vestiti con la divisa di ordinanza: il cappio al collo e il taieuller.

Di una cosa sono certo, dovrei diventare romantico. Avrei dovuto spegnere la TV, chiamare lei e dirle che mi manca. Avrei dovuto preparare una cena di pesce e mettere della musica. Avrei dovuto abbracciarla e scegliere tra quelle miliardi di parole che mi girano sempre in testa le più belle, poche, le più sincere. Avrei dovuto.

In ogni caso di una cosa stai sicuro.
Oggi come ieri a me i figli di troia non mi avranno mai.
venerdì, 13 febbraio 2009
Come una scultura di Botero: culo batte tette 3 a 0.

Poi ci sono le eccezioni, tipo il mio amico Jonathan. Lui ha la fissa per le poppe al vento.
Ancora oggi quando arriva l'estate nonostante la sua veneranda età si stupisce come un bambino. Siamo io e lui che facciamo una passeggiata e lo vedo serioso. Si gira di scatto e mi fa: "PICCHU ma perchè le donne  vanno in giro senza il reggiseno? Anni fa non era così. Ora indossano queste magliettine sottili e intravedi i capezzoli dell'amore duri come chiodi. Le donne amano farci del male e io non posso distogliere lo sguardo."

Il mio amico Jonathan ha la fisse per le tette, la maggior parte degli uomini invece ama il culo.
E' una malattia e non ci possiamo fare niente. Non ha colpe nemmeno "Roberta" e quella vacca finta puritana. E' un fatto storico. Il maschio è attratto da questo piccolo mappamondo che più che girare su se stesso fa girare la testa (e gonfiare le palle) quando le vediamo passare per la strada. L'hanno capito bene quelli che producono i jeans. Le cuciture oramai riescono a sorreggere ogni tipo di culo e a modellarlo secondo il nostro gusto estetico: tondo.
Se le donne riuscissero a sentire cosa pensano gli uomini quando li passano accanto la maggior parte delle volte ascolterebbero: "Che culo!". Che culo, non che tette.
Diciamocelo chiaramente le tette fanno sempre la loro porca figura ma oggi la diffusione della chirurgia estetica le ha inflazionate un pò troppo e io e i miei soci spesso e volentieri scommettiamo su chi le ha finte e chi no. Un passatempo da coglioni. Invece che vaneggiare spagnolette da campioni, buttiamo i nostri soldi alla ricerca della tetta vera.
Da qui la PICCHU massima: meglio piccole ma sincere...
Però sul culo nessuna pietà. Dopo pochi secondi di ammirazione per la perfetta rotondità della materia, ritornano i cattivi pensieri che nel 90% dei casi hanno le sembianze di una pecora: beeehhh!
L'immagine si fa discussione molesta se sei in compagnia di altri soci pervertiti. "Te la immagini a pecora, uuuhhh." Soliti discorsi di uomini medi di merda come me. I classici onanisti dell'ultima ora per intenderci. Il testosterone sale però se la fanciulla dovesse mostrarci, meglio se inavvertitamente, la schiena nuda poco prima del culo e se la stessa dovesse possedere quelle fossette sui reni che solo un genio come Dio è riuscito a programmare dopo aver sputato per terra, raccolto il fango e creato la donna.

Ora.

Le discussioni sono aperte e ogni maschietto dotato di creatività non solo in cucina ha la sua teoria.
A cosa servono le fossette sui reni?

Il mio socio ci appoggia i pollici per spingere meglio. Qualcuno, dopo goderecce pratiche sessuali, desidera che diventino dei sexy raccoglitori di materiale organico.
Ognuno ha la sua.

Io amo il culetto delle donne e preferisco fare mumble mumble tra le chiappette piuttosto che tra le tettone.

Notte.
venerdì, 06 febbraio 2009
Questo post è la naturale prosecuzione del 47° post inedito presente nel mio libro SPUTI DI LAMA.

Per le donne avere il miglior amico è fon da men ta le. Meglio se gay.
Se il miglior amico delle donne, quello etero, è lo zerbino sull'uscio di casa "Welcome", il miglior amico delle donne, quello gay, è la telecamera davanti alla quale la donna fa la poser gradassa rigorosamente vestita di pelle di coccodrillo.
Conosci una ragazza e ti viene voglia di uscirci insieme. Ci provi, le parli, fai il simpatico.
Decidi praticamente di investire il tuo preziosissimo tempo per lei invece che dedicarti alla cura del tuo ego. Allora la vai a prendere sotto casa e suoni il campanello invece che farle uno squilletto al cell dei miei coglioni e l'aspetti fuori dalla macchina invece che fumare dentro l'abitacolo con i finestrini chiusi. Due baci ed è tutto ok. Si va. In macchina si parla del più e del meno e siccome sei curioso dal '78 durante la  serata le poni le 47 fondamentali domande che un uomo non può non fare ad una sconosciuta.
Si arriva a parlare delle amicizie ed eccolo che si materializza col suo profumo da bimbo confuso l'amico gay.
La ragazza è entusiasta del suo amico gay il quale è nel 74% dei casi il miglior amico. Il cosidetto miglior amico gay. Ogni donna si vanta di avere il miglior amico gay, l'unico col quale si può aprire e confidare, l'unico che la capisce, l'unico uomo sensibile che abbia mai incontrato.
Colpito da tutta questa serie di cazzate paragonabili solo al Processo di Biscardi, estrai dal tuo trench Armani la lente d'ingrandimento, fermi un cameriere, gli proponi di fare Watson (hai bisogno del testimone e di potergli dire "elementare") e cominci la tua indagine conoscitiva che porterà inevitabilmente la giovane attrice di fiction a prendersi un taxi.
Lei ti racconta le sue giornate con l'amico gay. Noterai improvvisamente che si agita e ti verrà voglia di prendere una forchetta e piantargliela sulle mani che non smettono di roteare per aria. La donna quando parla dell'amico gay si comporta come un gay che, spesso e volentieri, vive per essere al centro dell'attenzione.
L'amico gay sceglie sempre e comunque i locali, cosa va a bere e con chi. Allora la ragazza che hai davanti ti parlerà delle mitiche feste con persone fuori dagli schemi, vere persone libere, oltre, avanti, bagnate a Martini. L'amico gay ha i suoi negozi esclusivi e ti racconta di quella volta che l'ha accompagnato a fare shopping. Non sia mai che il miglior amico gay entri da Decatlhon, per esempio. Mai. In ogni situazione bisogna essere tra D&G e Burberry. Per dire.
L'amico gay la porta a ballare tra le drag queen che sono simpaticissime! Non importa se lui sparisce una mezz'ora. Sta solo succhiando un cazzo nel bagno ad un altro belloccio come lui. E' l'amore. "Li vedessi, sono così carini."
L'amico gay cura il suo corpo e spende e spande per l'acqusto di cremine che lo facciano sempre apparire splendido e con un viso luminoso. Le sopracciglia perfettamente arcate stile Ponte Carlo a Praga.
Lei è felice, entusiasta, si sente importante perchè il suo amico gay l'ha inserita nel suo giro dove si va avanti a cene a base di pesce e feste private dove vince l'amore. Più importante ancora quando ti racconta che l'amico gay, quello sensibile, l'ha aiutata a superare un momento difficile della sua vita, dopo essere stata lasciata dal ragazzo aveva perso ogni speranza sugli uomini che fondamentalmente sono brutti e cattivi e non capiscono i bisogni delle donne.
Il caso si fa complicato ma ecco la prova che cercavi. Indaghi sull'ex ragazzo della tipa che hai davanti e lei inizia a sbraitare contro di lui, ti racconta vita morte e miracoli del giovanotto e alla fine ti dice il nome.

"Ferma un attimo, ho capito tutto."
"Cosa hai capito."
"Hai beccato il tuo ex che s'inculava un maschietto e ora gliela devi far pagare."
Lei si alza e chiama il taxi.

Morale della favola.
Quando una donna vi dice che il suo miglior amico è gay partite da questo presupposto.
La donna e il gay sono due esseri che assolutamente non possono convivere a lungo perchè:

a) uno più geloso dell'altro
b) uno più egocentrico dell'altro
c) uno più egoista dell'altro.
Per ultimo, ma non meno importante, le cazzate che sparano i gay non le riescono a battere nemmeno le storie strappalacrime che s'inventano mediamente le donne durante il ciclo.

Aaahhh pazzaaa




Il mio libro. Il blog 2007-2008

copertina

PICCHU

Sputi

Commenti

Categorie

Archivio

Link

Feed

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Bottoni


Attenzione

Contatore visite

Credits